L'incomparabile situazione geografica fece occupare, nell'età della colonizzazione greca, la punta di terra rocciosa che si protende fra il Mar di Marmara e il Bosforo. Dalla primitiva colonia si sviluppò la città greca di Bisanzio . Incorporata nello stato romano, fu punita con degradazione amministrativa e distruzioni da Settimio Severo nella lotta contro il rivale Pescennio Nigro (assedio dal 194 al 196). Ma, per l'importanza della sua situazione, lo stesso Settimio Severo fece poi ricostruire le mura e dotò la città di una via porticata monumentale, di un grande ippodromo, di un teatro e di terme.
Questa città parteggiò, nella lotta per il potere imperiale, a favore del soccombente, Licinio , contro Costantino , e ancora una volta fu punita, nel 324, dal vincitore, che fece iniziare lo smantellamento delle mura. Ma Costantino decise di farne la nuova capitale dell'impero, più prossima alla frontiera orientale, la nuova Roma, lontana dalle ingerenze politiche dell'aristocrazia senatoria. Mentre subito dopo la resa di Bisanzio molti cittadini in posizione eminente erano stati esiliati, ora Costantino emise un decreto che obbligava ogni proprietario di terre della diocesi asiatica e pontica a possedere una casa residenziale nella città, che aveva preso il nome di Costantinopoli .
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