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Fascicolo su: il nuovo legame tra Roma e le province, l’espulsione dei filosofi da Roma, il panegirico di Traiano, il “Maestro delle imprese di Traiano”, il Foro Traiano, la Colonna Traiana, le scene del fregio, i ritratti di Traiano e di Plotina, l’attività edilizia di Adriano, la scultura dell’età di Adriano, il gusto di Adriano per l’arte greca, i rilievi nell’Arco di Costantino, il Pantheon, Villa Adriana a Tivoli, la diffusione dei sarcofagi in marmo (8 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da elychiolo

traiano

Dopo la guerra civile dell'anno 68-69 - l'anno dei quattro imperatori ( Galba , Otone , Vitellio , Vespasiano ) -, con il principato di Vespasiano si era iniziata una trasformazione politica e amministrativa che starà alla base del periodo dell'impero romano che, nel ricordo e nella tradizione degli antichi, venne considerato il più felice; il periodo che va da Nerva (96-98 d.C.) a Marco Aurelio (161-180). I loro anni sono ricordati anche sulle monete come felicia tempora . La pro­paganda imperiale in questo senso ebbe, per i cittadini di Roma, durante due generazioni, qualche effettivo riscontro nella realtà. E il ricordo ne fu rafforzato dai tempi di crisi, sempre più gravi, che vennero poi.

Il nuovo legame tra Roma e le province

Le guerre di conquista, come quelle di Traiano, soprattutto in Dacia (Romania) e in Oriente (in Armenia e contro i Parti) e quelle di Marco Aurelio, che furono di difesa delle estreme province del nord (Britannia, Germania) e dei paesi transdanubiani, furono combattute da un esercito solido e unito. Al tempo stesso, due elementi di fondo assicurarono un lungo periodo di benessere e di pace interna.
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