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Dentro la cellula: Descrizione dell'ereditarietà genomica; La prima legge di Mendel; La seconda legge di Mendel. (2 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da stru85

Dentro la cellula Dentro la cellula Ereditarietà e corredo genetico   La prima legge di Mendel sull'ereditarietà. Introduzione La somiglianza tra genitori e figli è una caratteristica generalizzabile a tutti gli esseri viventi, ma le leggi e le strutture che spiegano questa somiglianza sono state chiarite solo in tempi relativamente recenti. In effetti, esaminando un individuo nella totalità dei suoi caratteri visibili esteriormente (colore e forma degli occhi, statura, peso, colore dei capelli, forma del naso ecc.), non sembra a tutta prima che la sua complessità si possa spiegare con leggi semplici. La presenza di caratteri più peculiari quali una determinata malattia, ricorrente in una famiglia ma rara nella popolazione, o un'anomalia fisica selezionata per la sua convenienza in animali da allevamento (il carattere “zampe corte" rende le pecore di un gregge più facilmente controllabili) fa sì che si possa seguirne meglio il percorso e quindi intuirne la logica di trasmissione.Gli studiosi hanno dovuto identificare un modello semplice per isolare un carattere alla volta, modello che possa essere esteso ad altri caratteri consentendo di formulare una legge generale. Questo è stato il metodo seguito dall'abate boemo Johann Gregor Mendel, considerato il padre della genetica, a cui si debbono le prime fondamentali leggi sull'ereditarietà (1865). Prima di entrare nel vivo dei suoi esperimenti, è importante ricordare un'altra fondamentale idea che si andava affermando in quel periodo: la teoria cellulare, secondo cui tutti gli organismi, sia animali sia vegetali, sono composti di cellule. La teoria cellulare presuppone inoltre che le cellule derivino dalla divisione di altre cellule. Nelle cellule dotate di nucleo anche il nucleo si divide e in questo modo ciascuna cellula figlia ne riceve uno con il relativo corredo cromosomico.La prima legge di MendelCon questa premessa, è più facile capire il significato degli incroci operati da Mendel tra piantine di piselli differenti per determinati caratteri. Nei suoi esperimenti le varietà di piante scelte differivano per caratteri nettamente distinguibili, come il colore dei semi (giallo o verde), la forma del baccello (rigonfia o raggrinzita) o dei semi (lisci o rugosi). Inoltre ciascuna varietà doveva essere pura, in grado cioè di trasmettere alla progenie il carattere per cui era stata scelta (piante di piselli gialli incrociate tra loro davano sempre piselli gialli). Incrociando tra loro due varietà di piante pure (dette parentali, P) differenti per un singolo carattere, per esempio, per il colore dei semi, Mendel notò che la progenie di prima generazione, F1, aveva sempre le caratteristiche di una sola delle parentali. Incrociando una pianta di piselli verdi con una pianta di piselli gialli, per esempio, la pianta figlia produce solo piselli gialli. Il carattere giallo viene quindi definito come dominante sul carattere verde, che è recessivo rispetto al carattere giallo. Incrociando tra loro pian Continua »

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