La "questione settentrionale" - che qualcuno riduce sbrigativamente alla "questione del Nord Est" - ha assunto un peso crescente nel dibattito politico e nell'immaginario collettivo. Spesso i giornalisti e i commentatori richiamano questo tema per evocare una costellazione di problemi e interessi, i soli dotati di spessore e concretezza per molti attori di politiche sociali. La "questione settentrionale" ha assunto però rilevanza propria, e una irriducibile specificità, perché è nato e ha avuto successo un movimento - la Lega Nord- che rivendica l’indipendenza delle regioni dell’Italia del Nord. Il movimento ha lavorato per fare emergere una identità collettiva per i popoli delle regioni settentrionali ("noi"), per denunciare i responsabili della situazione di deprivazione e di oppressione da essi subita e per definire la posta in gioco del possibile conflitto. Il processo di mobilitazione politica che si è sviluppato negli anni novanta nelle più importanti regioni dell’Italia settentrionale non è la conseguenza inevitabile delle condizioni di crisi, di disagio sociale e di deprivazione esistenti. La necessità della battaglia per l'indipendenza è stata fondata sull'assunto della riduzione allo stato di colonie delle regioni settentrionali: solo l'indipendenza potrebbe porre fine alla rapina delle risorse economiche delle regioni del Nord, alla "giustizia coloniale" e alla "scuola coloniale". L’idea della "Padania" è stata costruita con una serie di iniziative politiche e simboliche, che hanno ottenuto risonanza e adesioni in molte provincie del Nord. Continua »