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La legge fondamentale in materia di procedure concorsuali è il R.D. n. 267 del 16 marzo 1942. Con essa sono state disciplinate: il Fallimento, la liquidazione coatta amm.tiva, il Concordato preventivo, l'amministrazione controllata (5 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da redazione

Lezione 24 Lezione 24 PROCEDURE CONCORSUALI Introduzione    La legge fondamentale in materia di procedure concorsuali è il R.D. n. 267 del 16 marzo 1942. Con essa sono state disciplinate le 4 procedure fondamentali del ns. ordinamento: Il Fallimento (è la procedura standard, da utilizzare quando la crisi economica dell'impresa è profonda e non più sanabile) La liquidazione coatta amm.tiva (è utilizzabile per particolari imprese, quando la crisi economica è considerata irreversibile) Il Concordato preventivo (in questo caso la crisi economica è considerata temporanea e rimediabile) L'Amministrazione controllata (anch'essa presuppone una crisi d'impresa facilmente sanabile)    A questi rimedi legislativi alla crisi economica d'impresa se n'è aggiunto un altro con la Legge n. 95 del 3 aprile 1979: L'Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (il cui scopo originario era quello di salvaguardare il posto di lavoro degli operai delle grandi imprese in difficoltà, fenomeno tipico degli anni ' 70)    Tutte le procedure concorsuali si basano su una crisi economica dell'impresa, cioè su delle difficoltà gestionali più o meno gravi, e presentano delle caratteristiche comuni, di cui la più importante è l'applicazione da parte di ciascuna procedura del principio della par condicio creditorum.    E' Importantissimo innanzitutto conoscere quali sono le imprese soggette alle procedure concorsuali.    Inoltre dobbiamo analizzare, prima di vedere le singole procedure nelle prossime lezioni, i rapporti che intercorrono tra una procedura e tutte le altre.    Per concludere non possiamo non accennare all'inadeguatezza ed inefficacia di queste procedure, rispetto ai problemi che esse avrebbero dovuto risolvere nelle intenzioni del legislatore. Anzi, spesso è la stessa procedura fallimentare ad originare problemi che inizialmente non esistevano, data la sua lungaggine e la sua complessità di esecuzione. Il fallimento è ormai divenuto un procedimento particolarmente lento e macchinoso che, lungi dal raggiungere l'obiettivo del soddisfacimento paritario dei creditori, alimenta l'occultamento dei capitali e la simulazione di negozi giuridici tesi ad avvantaggiare l'imprenditore fallito. Lo stesso dicasi delle altre procedure, quali il concordato preventivo e l'amm.zione controllata, che intervengono con ritardo e successivamente alla fase in cui la situazione aziendale poteva essere recuperata con successo.    E' ormai richiesta da più parti, ma soprattutto dal mondo giuridico, un'iniziativa del legislatore che mandi in soffitta le attuali procedure concorsuali vecchie e obsolete, a favore di procedure nuove, efficienti e rapide nella loro esecuzione, in grado di tutelare maggiormente i diritti dei creditori e di quant'altri vengano danneggiati dall'insolvenza dell'imprenditore. Un'esigenza questa sentita particolarmente nel mondo dell'edilizia imprenditoriale, dove l'applicazione del fallimento provoca, attraverso il ricorso alla revocatoria, l'annullam Continua »

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