La dogmatica aspira ad incidere sulla prassi. Infatti l’opzione della giurisprudenza verso una scelta dogmatica piuttosto che un’altra ha nella maggior parte dei casi natura strumentale, perché, più che discendere da una convinzione teorica, serve a soddisfare contingenti esigenze processuali. La riconduzione del dolo e della colpa all’elemento soggettivo del reato e la ricostruzione in chiave rigorosamente oggettiva dell’ illecito ( nell’ambito dell’adesione giurisprudenziale alla contrapposizione tra elemento soggettivo ed elemento oggettivo ) ne sono una testimonianza. Un esempio è offerto dall’applicazione giurisprudenziale dell’errore ex art. 59.4 c.p. Infatti, la ricostruzione della putatività della legittima difesa in chiave oggettiva, fondata, cioè, su quel complesso oggettivo di circostanze che, seppur interpretate male, abbiano fatto sorgere nell’agente la ragionevole opinione sul bisogno di difendersi, risponde ad esigenze di semplificazione probatoria per quei casi in cui la putatività non trovi altra conferma che nelle dichiarazioni dell’agente. Continua »