La macchina a corrente continua converte l’energia elettrica fornita da un generatore elettrico di corrente continua in energia meccanica (motore a corrente continua), o, viceversa, l’energia meccanica fornita da un motore primo in energia elettrica in corrente continua (generatore a corrente continua o dinamo). Oggi l’uso della macchina in corrente continua come generatore elettrico è raro, più diffuso è invece il suo impiego come motore elettrico. Tuttavia anche come motore la diffusione di questa macchina è in lenta ma continua riduzione. Occorre infatti osservare che, mentre in passato il motore a corrente continua aveva dei campi di impiego specifici (trazione elettrica, regolazione di velocità, attuazione di posizione) in cui rappresentava la soluzione tecnicamente più valida, oggi, anche in questi settori, questo tipo di motore subisce la concorrenza dei più robusti motori elettrici in corrente alternata. Ciò si deve alla disponibilità di strutture di conversione dell’energia elettrica in c.a., capaci di regolare la frequenza e l’ampiezza della tensione di alimentazione, con le quali si possono ottenere da motori a induzione o da motori sincroni le stesse regolazioni tipiche del motore a c.c. Il funzionamento è basato sul principio della macchina elettromagnetica di Pacinotti (1865) rappresentata schematicamente nella figura seguente. In tale macchina il rotore, costituito da un cilindro forato, reca un avvolgimento ad elica, uniformemente distribuito lungo il cilindro e chiuso su se stesso. Continua »