Generalità e caratteristiche costruttive La macchina asincrona utilizza il principio del campo rotante introdotto da Galileo Ferraris nel 1885. Il campo magnetico, prodotto da un avvolgimento polifase ancorato ad una struttura magnetica fissa (statore), induce un sistema di f.e.m. e di correnti in un avvolgimento polifase ancorato alla struttura magnetica mobile (rotore). L’interazione tra il campo rotante ed il sistema di correnti rotoriche indotte produce un effetto meccanico di trascinamento del rotore. Questo effetto si esplica attraverso la generazione di una coppia motrice che tende a sincronizzare il rotore con il campo rotante induttore. Naturalmente, qualora il rotore risultasse possedere la stessa velocità del campo di statore (generalmente indicata con il termine velocità di sincronismo, ωs), verrebbero meno i fenomeni di induzione e la stessa coppia motrice si annullerebbe. Questa macchina necessita, per poter attuare la conversione elettromeccanica, della presenza di uno scorrimento tra rotore e campo: di qui il nome di macchina asincrona. Come tutte le altre macchine elettriche, anche la macchina asincrona può funzionare sia da motore, sia da generatore elettrico. Quest’ultima possibilità richiede, tuttavia, che la macchina sia allacciata ad una rete in grado di provvedere alla generazione del campo rotante e che il rotore sia trascinato a velocità ipersincrona attraverso l’impiego di un motore primo. Oggi la macchina asincrona trova le sue principali applicazioni come motore elettrico: si parla quindi di motore asincrono o motore a induzione. I motori a induzione sono tra i motori elettrici più diffusi nel campo dello sfruttamento industriale dell’energia elettrica a fini meccanici. Nei paesi industrializzati si stima che una percentuale compresa tra il 40% ed il 60% dell’energia elettrica globalmente prodotta venga utilizzata dai motori a induzione. Continua »