Essere e tempo, Heidegger: riassunto

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spiegazione e riassunto di "Essere e Tempo" di Heidegger (cap. 1-30) a seguito di una lettura guidata del docente durante il corso universitario (29 pagine formato docx)

ESSERE E TEMPO HEIDEGGER: RIASSUNTO

Riassunto e spiegazione di Heidegger: Essere e Tempo (Cap. 1-30). La vita: Martin Heidegger (Meβkirch 1889- Freiburg im Breisgau 1976).Nasce nello stesso anno di Hitler e Wittgenstein.
Formazione cattolica: il padre era sacrestano del paese. Inizia il noviziato dai Gesuiti poi abbandona per problemi di salute.
Studia dapprima teologia, poi scienze naturali ed infine filosofia all’università di Friburgo dove si laurea e ottiene il dottorato.
L’influenza di Husserl, di cui diviene discepolo.
Nel 1923 è professore straordinario a Marburgo. Incontro con Bultmann (interpretazione esistenziale del Nuovo Testamento) e confronto con il pensiero del Cristianesimo da cui prende forma definitiva l’analitica esistenziale.
Nel 1927 pubblica “Essere e Tempo”, opera ontologica nella quale si propone di pensare l’essere nell’orizzonte del tempo.
Nel 1928 succede ad Husserl sulla cattedra di  filosofia dell’università di Friburgo
Nel 1933 diventa rettore dell’università di Friburgo e aderisce al partito nazista.
Dopo la guerra perde la possibilità d’insegnare e si ritira nella sua baita di Todtnauberg (Selva Nera), ma continua a pubblicare.
Muore a Friburgo il 26 maggio 1976 (chiede un funerale cattolico).

Essere e tempo: riassunto


HEIDEGGER RIASSUNTO PENSIERO

Il pensiero: Nell’opera “Essere e tempo” egli vuole chiarire il termine essere, affermando che l’essere sta nel segno del tempo, è un realtà temporale. Heidegger rimarca il fatto che gli uomini non sono solo esseri viventi, ma esseri viventi che aspettano qualcosa. L’uomo vive in attesa di un senso ed è consapevole di dover morire. Questi due aspetti determinano la vita umana. Come si può vivere con queste due consapevolezze? Le cose non sono ciò che sono ma significano qualcosa. Non esistono cose senza senso, ogni fatto ha un senso particolare e tutti i sensi particolari convergono in un senso globale, un senso ultimo. Il senso non si crea con il pensiero in maniera arbitraria, ma si trova; esso non è soggettivo ma è qualcosa che si cerca e si trova e che io posso utilizzare per qualche scopo. In principio il senso è strettamente personale e ben determinato, tuttavia il senso dell’ “essere” delle cose si può condividere con gli altri, anche se rimane essenzialmente il senso “per me”.In tal senso Heidegger asserisce che in una società abbiamo la tendenza a sparire come individui in una realtà impersonale e questo crea l’illusione che il senso sia qualcosa di sostanziale ed indipendente.

Heidegger: Essere e tempo riassunto


HEIDEGGER RIASSUNTO FILOSOFIA

La filosofia di Heidegger si definisce ermeneutica in quanto si propone come spiegazione della realtà che si mostra. In questo vi è la reciproca influenza con il teologo Bultmann, il quale parla di interpretazione esistenziale della scrittura, affermando in tal senso che il messaggio cristiano non è solo una trasmissione di fatti, ma è essenzialmente un messaggio che da senso alla vita dell’uomo.
Capitolo 1: Il problema dell’ “essere” è oggi dimenticato. Perché?
pregiudizi
1. Quello di “essere” è il concetto più generale di tutti.
2. Il concetto di “essere” è indefinibile.
3. Quello di “essere” è un concetto ovvio.
3 contro-argomenti
1. Dire che quello di “essere” sia il più generale dei concetti, non equivale a   dire che sia il più chiaro. Anzi è il più oscuro di tutti e va chiarito.
2. L’indefinibilità dell’ “essere” non dispensa dal problema del suo senso ma al contrario lo rende necessario.
3. Il fatto che utilizziamo l’ “essere” come un termine evidente, nasconde e rivela il suo essere problematico.

Heidegger: riassunto di filosofia


HEIDEGGER RIASSUNTO BREVE

Ergo. Il problema dell’essere manca di una soluzione e la via per giungere a questa soluzione rimane oscura e priva di guida, pertanto bisogna reimpostare adeguatamente la questione.
Capitolo 1: Il problema del senso dell’ “essere” deve essere posto
Porre un problema significa cercare di conoscere l’ente quanto al suo essere così
Ogni cercare ha tre momenti
1.    Ciò che è cercato = L’essere
2.    Ciò che è interrogato = L’ente
3.    Ciò che è ricercato    = Il senso dell’essere
Il punto di partenza della ricerca è una comprensione media e vaga dell’essere, in cui comprendiamo l’ “essere” ma non siamo in grado di stabilire concettualmente il significato dell’ “essere”.
“Il cercato è l’ ESSERE, ciò che determina l’ente in quanto ente, ciò rispetto a cui l’ente, comunque sia discusso, è già sempre compreso.”L’essere si mostra all’ente.