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L'ineguale distribuzione degli uomini; La densità della popolazione; Squilibri demografici (4 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da elychiolo

Il termine Ecumene , forgiato da Strabone e adoperato dai Greci per designare la terra conosciuta ed abitata, venne ripreso da Ratzel nel senso di " territorio in cui l'uomo è a casa sua ". Possiamo definire l'Ecumene come lo spazio terrestre esteso fin dove l'uomo, grazie alla sua adattabilità all'ambiente e al progresso delle sue tecniche di sfruttamento del suolo, riesce ad abitare durevol­mente in normali condizioni di vita : cioè il territorio in cui l'uomo riesce a vivere, cibarsi. riprodursi. Per contrapposto, si chiama Anecumene l'insieme delle aree permanentemente disabitate.

Dei 149 milioni di kmq di terre emerse, circa 27 milioni sono senza uomini: la parte maggiore è rap­presentata dalle aree anecumeniche polari , cioè quelle troppo fredde a causa della posizione a latitudine elevata. Più varie ma meno estese, sono le aree anecumeniche interne - entro il corpo dell'Ecumene - disabitate perché prive d'acqua, o perché troppo fredde a causa dell'altitudine, o perché difficili da penetrare.

L'uomo è tenuto lontano dalle calotte polari per una ragione climatica, la mancanza di calore. Il calore diminuisce non soltanto con l'avanzare in latitudine ma anche col salire in altitu­dine, per cui sulle montagne ad un certo punta manca

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