La politica economica prende in esame l’azione economica compiuta dall’autorità pubblica, in ambito sia macroeconomico che microeconomico; infatti, l’intervento pubblico nell’economia in termini allocativi è giustificato dalla presenza di fallimenti di mercato. I teoremi dell’economia del benessere I teoremi dell’economia del benessere si basano su un sistema economico perfettamente concorrenziale e sono 2: il primo teorema dell’economia del benessere afferma che l’Equilibrio Economico Generale di perfetta concorrenza è Pareto-efficiente, perciò non possono esistere ulteriori scambi tra gli agenti che siano vantaggiosi per entrambi. Di conseguenza, si parla di efficienza allocativa ma non si garantisce equità. Secondo questo teorema, poi, la soluzione ottimale sarebbe quella dello stato minimale (di stampo neoclassico) visto che il mercato, lasciato a sé stesso, è in grado di raggiungere uno stato di efficienza non ulteriormente migliorabile; il secondo teorema dell’economia del benessere afferma che ogni posizione di ottimo paretiano può essere realizzata come E.E.G. perfettamente concorrenziale, previa un’opportuna redistribuzione delle risorse che crei un minimo di equità sociale. Di conseguenza, lo Stato dovrebbe attuare delle politiche redistributive (come quelle di bilancio), usando strumenti come imposte progressive e trasferimenti, lasciando poi la funzione allocativa al mercato. Continua »
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