INTRODUZIONE ALLA SOCIOLOGIA di CRESPI INTRODUZIONE ALLA SOCIOLOGIA di CRESPI LA SOCIOLOGIA COME SCIENZA DEI FENOMENI SOCIALI Coniando il termine "sociologia", nella prima metà dell'800, Auguste Comte intese sottolineare che, accanto alle scienze matematico-naturali già affermatesi nei secoli precedenti, era nata una nuova scienza. Intento di Comte fu quello di fondare la conoscenza dei fenomeni sociali su basi empiriche oggettive allo stesso modo in cui la fisica, la biologia e la fisiologia studiavano le leggi che presiedevano al mondo delle cose. In un primo tempo, Henry de Saint-Simon aveva suggerito per la scienza del sociale i nomi di fisica sociale e di fisiologia sociale; Comte preferì creare sociologia, un neologismo che sottolineava l'autonomia della nuova disciplina rispetto alle altre scienze. Per lungo tempo, lo studio dei fenomeni sociali era avvenuto all'interno del pensiero filosofico, giuridico, morale e teologico: queste forme di pensiero, però, pur partendo dall'esperienza storica concreta delle diverse forme di vita sociale, non erano orientate all'analisi empirica di queste ultime, ma piuttosto a chiarire i principi normativi atti a fondare una società giusta e un ordine sociale stabile e pacifico. La nascita della politica. La parola "politica" nasce in Grecia nel momento in cui si formano le prime città-stato (poleis). Nelle forme precedenti di socialità a carattere tribale non era sorto il problema dei fondamenti dell'ordine sociale, dal momento che quest'ultimo era basato da tempo immemorabile su valori mitologici di tipo sacrale e sulla struttura gerarchica dei vincoli di sangue. In quanto unità sociali a struttura poco complessa, le tribù erano "società" relativamente stabili nel tempo. L'intera vita comunitaria era regolata da norme arcaiche che per il loro carattere sacro non potevano essere messe in discussione, ma anzi erano date per scontate. In questo contesto non sorgeva quindi alcuna presa di coscienza rispetto al carattere convenzionale o culturale degli ordini sociali, né si dava una riflessione critica sul vivere sociale come tale. Il fatto di vivere in società comincia a diventare problematico quando iniziano a formarsi, grazie allo sviluppo della navigazione e degli scambi commerciali, le prime poleis o città-stato (vi° sec. a.C.). Il tipo di organizzazione comunitaria di queste nuove unità sociali è fondato su vincoli di solidarietà e di interesse tra gli individui appartenenti alla stessa città. Nella società arcaica l'ordine sociale veniva vissuto come immutabile e di carattere sacro. Nella società democratica della polis l'ordine sociale comincia invece ad apparire come suscettibile di trasformazione in quanto direttamente dipendente dalle capacità conoscitive e dalle qualità morali dei cittadini stessi. Anche se l'individuo continua ad essere visto come parte di un tutto, nel quale non sorge contrapposizione tra libertà individuale ed interesse pubblico, nella polis le forme politiche specifiche di go Continua »