Dovendo rielaborare una delle lezioni del corso di filosofia teoretica III , ho deciso di prendere in considerazione il problema dell'analogia. Per trattare questo tema mi sono soffermato anzitutto sui contenuti della lezione del professore, ho consultato alcuni dizionari filosofici, quindi diversi manuali di metafisica e ontologia e ho letto integralmente il saggio L'analogia in Tommaso d'Aquino del professor Ralph McInerny, docente di filosofia presso l'Università statunitense di Notre Dame a South Bend (Indiana).
Mi sono soffermato sul problema dell'analogia in generale, considerando l'origine di questo strumento logico che, da un uso prettamente matematico, ha assunto un ruolo centrale in altri settori dello scibile umano. Ho delineato l'analogia come problema filosofico, dimostrando come essa sia presente in diverse branche della filosofia, pur essendo principalmente un problema di carattere logico. Ho guardato al ruolo che l'analogia assume nel pensiero di Aristotele, poi, seguendo il pensiero di McInerny, ho cercato di enumerare sinteticamente alcune nozioni logiche necessarie per comprendere il senso dell'analogia. Ho preso in esame il pensiero di San Tommaso, in particolare ciò che egli dice riguardo alla predicazione analogica e ai nomi analogici. Ho considerato i quattro generi di analogia: attribuzione intrinseca ed estrinseca, proporzionalità intrinseca ed estrinseca. Quindi ho concluso la mia trattazione con l'applicazione dell'analogia alla metafisica, trattando dell'analogia dell'essere e del rapporto che essa ha con la logica.
Il mio lavoro non presume di essere una trattazione esaustiva sul tema dell'analogia , ma solo una piccola sintesi della tematica che mi è sembrata molto affascinante, sia per il ruolo centrale che essa gioca nel panorama dei successivi studi teologici, sia per il grande valore che essa assume nella filosofia aristotelico - tomista.
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