I Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio
Scritto nel XVI secolo con l'intento di scrivere un commento alla prima deca della Storia di Tito Livio, ne nacque, invece, un trattato sulle repubbliche in tre libri. Non si tratta di un commento vero e proprio, ma di una serie di riflessioni che vorrebbero costituire i fondamenti di una moderna teoria politica basata sugli insegnamenti della storia dall'antica Roma. Quest'opera propone temi diversi, non ordinati, ma sparsi: le repubbliche, i popoli, il costume dei cittadini, principi e principati, le leggi e le congiure, la guerra, le milizie, i capitani, fortuna e virtù, libertà e corruzione e le qualità morali delle classi dirigenti. I Discorsi non si presentano come una passiva celebrazione del passato ma come una consapevolezza lucida degli accadimenti del passato, al fine di trarre modelli di azione duraturi. Machiavelli sottolinea la caducità delle tirannidi, il ruolo fondamentale della libertà nelle repubbliche, l'avversione alle congiure e il ruolo vitale della milizia, del monopolio della forza e dell'esercito cittadino.
Dell'arte della guerra
Opera composta nel XVI secolo, è scritta nello stile del dialogo ed è divisa in un proemio e sette libri (capitoli). I dialoghi trattano di come un esercito dovrebbe essere formato, allenato e organizzato ed avvengono tra Cosimo Rucellai, amico dell'autore, e Fabrizio Colonna, con altri membri della recente Repubblica fiorentina. Colonna, con la sua saggezza, dominerà il dialogo (che spesso diventa monologo), rendendo gli altri personaggi semplici contraltari.
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