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Agglomerazioni, conurbazioni, regioni urbane

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  • Descrizione: La rapida espansione urbana dei nostri tempi ha profondamente trasformato l'aspetto e la natura della città. Lo sviluppo delle metropoli ha inglobato i sobborghi, poi la dilatazione periferica ha investito villaggi e città in un raggio sempre più vasto. Si sono formate estese agglomerazioni imperniate sulla città-guida, centro animatore di tutta la vita economica e sociale.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: La rapida espansione urbana dei nostri tempi ha profondamente trasformato l'aspetto e la natura della città. Lo sviluppo delle metropoli ha inglobato i sobborghi, poi la dilatazione periferica ha investito villaggi e città in un raggio sempre più vasto. Si sono formate estese agglomerazioni imperniate sulla città-guida, centro animatore di tutta la vita economica e sociale.
    L'agglomerazione è un insieme continuo sul piano topografico e unitario sul piano economico, anche se può trovarsi diviso in una serie di entità amministrative. La città-centro è il cuore e la forza trainante di tutto l'insieme: in essa si concentrano i poteri decisionali e le funzioni di rango più elevato, in rapporto ad essa si orga1izza la rete convergente di comunicazioni. I quartieri dei centro animatore possono avere caratteri diversi sia sul piano morfologico che sul piano delle attività economiche e dei livelli sociali. La diversità più evidente è quella tra i settori d'espansione moderna, abbastanza ordinati, e i settori di coalescenza di vecchi nuclei originariamente separati, a struttura irregolare. Notevoli contrasti presenta la compartimentazione sociale.
    La conurbazione rappresenta un tipo particolare di agglomerazione: si usa il nome di conurbazione nel casa in cui due o più città vicine, indipendenti tra loro anche se una può avere qualche preminenza, si dilatano fino a saldarsi topograficamente.
    Le città, specie se animate da industrie e da commerci, si allargano e si moltiplicano e arrivano a coprire quasi interamente una regione: si parla allora di regione urbana. Il casa più nota di conurbazione cresciuta fino a costituire una regione urbana è quello di Megalopolis, nome dato da Gottmann alla megalopoli formata dalle decine di città che si susseguono senza interruzione da Boston a Washington.
    La prospettiva è un crescente squilibrio tra aree impoverite e desertificate e aree urbane congestionate in misura insopportabile. La situazione si fa drammatica nei paesi in via di sviluppo, dove l'urbanesimo incontrollato ha fatto prolificare sterminate periferie di bidonvilles. La "conferenza di Roma" ha formulato al proposito una dichiarazione finale di grande portata: si indica come rimedio la pianificazione dello sviluppo, inteso nei suoi aspetti sociali, economici, politici. Fanno spicco alcune raccomandazioni su problemi vitali:
    la necessità di una più equa distribuzione delle risorse tra paesi ricchi e paesi poveri;
    una politica tesa ad equilibrare la distribuzione degli abitanti, onde attenuare, all'interno di ogni paese, le disparità tra aree di congestione e aree di abbandono;
    la necessità di promuovere la dotazione di servizi e lo sviluppo economico delle zone rurali per limitare l'esodo verso le città;
    sostanziali modifiche dell'orientamento giuridico in modo da controllare il regime fondiario e i prezzi dei suoli per rendere possibile una pianificazione territoriale e l'attuazione dei piani urbanistici;
    assicurare il diritto di una procreazione responsabile, e perciò garantire un'informazione adeguata e i mezzi per agire di conseguenza.
    In numerosi paesi industriali, le periferie urbane non si popolano più tanto di immigrati giunti dall'esterno, quanto di gente uscita dai quartieri centrali delle vecchie città. L'immediata periferia non è sufficiente a decongestionare le metropoli, ma presenta sintomi di sovraffollamento. Le città circostanti sono divenute dei semplici centri-dormitori: gli abitanti vanno a lavorare ogni giorno nella città centrale. Ad un livello più avanzato si pongono le città-satelliti, che offrono un certo numero di posti di lavoro, ma sono un po' scarse di servizi per i quali è necessario il ricorso alla metropoli. Oltre alle trasformazioni di cittadine preesistenti, la nostra epoca è caratterizzata da un più razionale tipo di decentramento pianificato: si tratta di nuclei organici autosufficienti, costruiti a qualche decina di chilometri dal centro, ai quali si dà il nome di "città nuove".
    Il consumo di spazio è un grave problema dell'attuale processo di urbanizzazione, che porta gravi conseguenze: l'occupazione di terreni agricoli in un mondo che conosce gravi insufficienze alimentari; la dilatazione dei quartieri urbani con un aggravio di spese per le infrastrutture e per i trasporti; i fenomeni di squilibrio ecologico; i costi crescenti dell'assetto del territorio; la disgregazione della funzione di centralità. In diversi paesi è stata adottata la pianificazione dello sviluppo per scongiurare una crescita anarchica e la congestione delle città.
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