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Ambiente diverso e strutture nelle contrade mediterranee

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  • Descrizione: I paesi affacciati al Mediterraneo presentano caratteri originali molto marcati; l'attività agricola è condizionata da un'estate troppo secca, tanto più arida in quanto la mancanza di precipitazioni è aggravata dalla calura. Per i cereali il contadino mediterraneo ha utilizzato la "coltivazione a secco" nella rotazione biennale, un anno a colture e un anno a riposo. L'associazione dei cereali con le colture arboree o arbustive è la formula classica dell'agricoltura mediterranea: queste piante possono reggere al secco meglio delle colture erbacee.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: I paesi affacciati al Mediterraneo presentano caratteri originali molto marcati; l'attività agricola è condizionata da un'estate troppo secca, tanto più arida in quanto la mancanza di precipitazioni è aggravata dalla calura. Per i cereali il contadino mediterraneo ha utilizzato la "coltivazione a secco" nella rotazione biennale, un anno a colture e un anno a riposo.
    L'associazione dei cereali con le colture arboree o arbustive è la formula classica dell'agricoltura mediterranea: queste piante possono reggere al secco meglio delle colture erbacee. Si viene a costituire la "triade mediterranea" (frumento, olivo, vite) adatta ad un clima caldo e secco d'estate, mite e piovoso d'inverno. Vista l'esiguità delle pianure, i contadini hanno messo a profitto i pendii applicando la tecnica del terrazzamento: hanno inciso le pendici con terrazze degradanti a scalinata e sostenute da muretti di pietre a secco.
    Un carattere tipico delle zone meno favorite è la discontinuità delle colture: lo spazio si differenzia in una localizzazione/utilizzazione centrale e in una localizzazione/utilizzazione periferica.
    Alla storia, più che alla natura, i paesaggi agrari mediterranei debbono la loro complessa differenziazione. Quasi ovunque si contrappongono la piccolissima proprietà (minifondo) e la grande proprietà o il latifondo, mentre restano in ombra le proprietà medie. L'eccessivo frazionamento della terra impedisce l'introduzione della specializzazione e della meccanizzazione.
    I villaggi torreggiano su alture di difficile accesso, ove furono costruiti per ragioni difensive e per evitare la malaria: il bisogno di protezione spiega l'aspetto di fortezze che essi ostentano.
    Un aspetto fondamentale delle contrade mediterranee consiste nella giustapposizione di due tipi di paesaggio: uno, storico, con cereali e alberi da frutto adatti al clima secco e con insediamenti arroccati in siti eminenti; l'altro, più moderno, con l'intensificazione delle colture attraverso la bonifica e l'irrigazione delle zone piane e con l'inserimento di case isolate nei poderi.
    La bonifica delle pianure costiere e dei fondi vallivi, insieme al raggiungimento della sicurezza sociale, ha provocato nell'ultimo secolo lo slittamento verso il basso della popolazione dei borghi sommitali.
    L'Italia di mezzo è caratterizzata dal paesaggio della “coltura promiscua": la campagna è geometricamente divisa in riquadri rettangolari, separati da filari di viti; nel mezzo l'arativo è investito a grano, a foraggiere, a colture industriali. L'alberata e la piantata si sono diffuse a partire dal XV secolo per iniziativa della borghesia.
    Tra il XVII e il XIX secolo la crescente pressione demografica e l'ulteriore intensificazione dell'agricoltura hanno sminuzzato le campagne in piccole proprietà di coltivatori, e in proprietà di borghesi cittadini affidate in conduzione a mezzadri.
    Nel periodo tra le due guerre, il passaggio dalla policoItura di sussistenza all'agricoltura specializzata per il mercato e la meccanizzazione agricola che esige vasti spazi a seminativi senza intralci di alberi, hanno segnato il declino della mezzadria e della piantata.
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