Descrizione:Per globalizzazione si intende l‘integrazione dei mercati di beni e servizi determinata dalla caduta delle barriere doganali e dalla creazione di aree di libero scambio sempre più integrate; unita allo sviluppo tecnologico nel settore delle comunicazioni e dei trasporti, che porta l'estensione e la diffusione di una quantità sempre crescente di dispositivi simbolici, materiali, tecniche, procedure, discorsi, logiche e prodotti potenzialmente fruibili su scala mondiale. È caratterizzata dal comune confluire di processi non solo economici ma anche politici, sociali e culturali. Il pianeta è interdipendente sia economicamente, sia attraverso l’affermazione di modelli culturali uniformi a livello mondiale. È cambiato il modo in cui produciamo, consumiamo, gestiamo, informiamo e pensiamo.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Per globalizzazione si intende l‘integrazione dei mercati di beni e servizi determinata dalla caduta delle barriere doganali e dalla creazione di aree di libero scambio sempre più integrate; unita allo sviluppo tecnologico nel settore delle comunicazioni e dei trasporti, che porta l'estensione e la diffusione di una quantità sempre crescente di dispositivi simbolici, materiali, tecniche, procedure, discorsi, logiche e prodotti potenzialmente fruibili su scala mondiale.
È caratterizzata dal comune confluire di processi non solo economici ma anche politici, sociali e culturali.
Il pianeta è interdipendente sia economicamente, sia attraverso l’affermazione di modelli culturali uniformi a livello mondiale. È cambiato il modo in cui produciamo, consumiamo, gestiamo, informiamo e pensiamo. Questo processo coinvolge così i processi di urbanizzazione, le città e i cittadini.
La popolazione tende a concentrarsi in agglomerati tradizionali di grandi dimensioni, grazie alla possibilità offerta dai sistemi di comunicazione e gestione, che presentano nuove caratteristiche sociospaziali.
La nuova economia globale è articolata intorno a reti di città. Le città, da parte loro, dipendono sempre più dagli standard e i modelli di vita dall’economia globale.
Fondamentale per il benessere del cittadino è che le città sappiano affrontare la competizione globale. La competitività deve essere intesa come un aumento della produttività, e non una diminuzione dei costi.
L’aumento della produttività dipende da tre fattori:
La connessione che implica il collegamento delle città nei “settori” della comunicazione, della telecomunicazione e dei sistemi informatici su scala regionale, nazionale e globale.
L’innovazione, cioè la capacità che una città possiede di generare una nuova conoscenza attinente alle attività economiche, basata sulla capacità di ottenere e processare informazioni strategiche.
La flessibilità istituzionale che definisce la capacità interna e l’autonomia esterna delle istituzioni locali, quando si tratta di negoziare l’articolazione della città con le imprese e le istituzioni che operano a livello sovralocale.
Le città, mentre assumono una posizione nell’economia globale, devono anche integrare e strutturare le proprie società locali. È necessaria una solida base tra i cittadini per poter navigare nei circuiti globali. In questo senso il locale e il globale potrebbero essere complementari e non antagonisti.
Il processo di globalizzazione e l’informatizzazione dei processi di produzione, distribuzione e gestione, stanno alterando la struttura spaziale e sociale delle società in tutto il pianeta. Gli effetti sociospaziali dell’articolazione tra globale e locale, variano in base ai livelli di sviluppo dei paesi, alla loro storia urbana, alla loro cultura e alle loro istituzioni.
L’economia globale dell’informazione è organizzata sulla base di centri gestionali in grado di coordinare, gestire e innovare le attività di aziende strutturate in reti di scambio interrurbano e transnazionale. Al centro dei nuovi processi economici si trovano attività riguardanti la finanza, le assicurazioni, le proprietà, la consulenza, i servizi legali, la pubblicità, il design, il marketing, le pubbliche relazioni, la sicurezza, la fornitura di informazioni e la gestione di sistemi informatici. Tutte queste attività sono dei flussi di informazioni e di conoscenza, e sulla base di un sistema di telecomunicazioni altamente sviluppato, potrebbero essere dislocate in qualsiasi punto del pianeta.
Le città più importanti diventano, quindi, centri di servizio e finanziamento del commercio internazionale e delle operazioni di investimento dei grandi conglomerati finanziari.
Le città dove questi servizi si sviluppano maggiormente, furono chiamate da Saskia Sassen "città globali" (1991); esse diventano luoghi di immensa concentrazione di potere economico che marginalizza quelli che una volta erano i centri industriali importanti. Negli anni ’80, quindi, con l’ adozione su vasta scala dei sistemi telematici e poiché le attività produttive, proprio perché decentrate e suddivise, richiedevano una sede di controllo proprietario e finanziario strategicamente centrale, si è assistito ad un aumento impressionante di densità delle città globali. E questo, fra l’ altro, in diretta contraddizione con modelli di sviluppo che puntavano al decentramento per diminuire congestione e spese, e malgrado costi di locazione e tasse sempre più alti nelle aree centrali.
Le città globali, accentrando il potere decisionale dei conglomerati finanziari più importanti, stanno diventando le vere protagoniste dello sviluppo economico di un paese. I governi nazionali, mancando la necessaria flessibilità di adattamento al mutare delle condizioni di mercato, di tecnologia e di cultura, se intervengono, lo fanno in ritardo e solo per stabilire un controllo formale dei processi funzionali che alterano la società e l’ economia. A livello locale invece vi e’ una maggiore capacità di generare progetti di sviluppo, di negoziare con società multinazionali, di agevolare la crescita di piccole e medie aziende e, in definitiva, di creare le condizioni per attrarre nuova ricchezza e potere.
La città globale è una rete di nodi urbani a differenti livelli e con diverse funzioni che si estende su tutto il pianeta e funge da centro nervoso della nuova economia, in un sistema interattivo di geometria variabile a cui le aziende e le città si devono adattare in modo costante e flessibile. Il sistema urbano globale è una rete, non una piramide. I mutevoli rapporti con questa rete determinano il destino delle città e dei cittadini.
Nella nuova economia la grande disparità fra il passo di crescita dei servizi finanziari e quello dei settori economici tradizionali, sta creando una divaricazione netta, a livello sociale ed economico, fra le città globali e le regioni limitrofe. Questo genera una distorsione nelle operazioni dei mercati, in particolare di quello immobiliare e del lavoro. Per quanto riguarda quello immobiliare si assiste ad una grande ondata speculativa; il mercato del lavoro, invece, è afflitto dalla scomparsa dell’ occupazione non specializzata. Questa e’ una delle cause per cui nelle metropoli, sia dei paesi ricchi che di quelli poveri, si sta concentrando, a un tiro di pietra dai luoghi delle ricche elite affaristiche, una grande massa di residenti senza lavoro, che vanno a saturare gli slam periferici incrementandone la ghettizzazione, così che il nuovo ordine urbano della città globale presenta un centro inflazionato nei prezzi e nella saturazione degli spazi con un intorno, specie nei paesi asiatici o latino-americani, sempre più con le caratteristiche del ghetto o della bidonville.
Alcune di queste città sono quelle fra le più importanti come New York, Londra e Parigi, altre di recente formazione come Sidney, Tokyo, Singapore e Città del Messico.
Le pre-condizioni per la creazione di una città globale: un’efficiente infrastrutture di trasporto aereo, un sistema avanzato di telecomunicazione, un buon sistema alberghiero, un tessuto residenziale sicuro e accessibile.