Descrizione:Le misure di volume si distinguono in: a)misure per riempimento; b)misure per trasferimento. Le prime si compiono attraverso l’uso di matracci tarati, palloni a fondo piatto dotati di un collo stretto provvisto di linea di riferimento e terminante con un cono a smeriglio normalizzato. I matracci tarati sono presenti in commercio in due differenti qualità, caratterizzate da differente accuratezza nella misura del volume.
Tipologia:Università
Testo completo:Le misure di volume si distinguono in:
a)misure per riempimento;
b)misure per trasferimento.
Le prime si compiono attraverso l’uso di matracci tarati, palloni a fondo piatto dotati di un collo stretto provvisto di linea di riferimento e terminante con un cono a smeriglio normalizzato.
I matracci tarati sono presenti in commercio in due differenti qualità, caratterizzate da differente accuratezza nella misura del volume.
Le prescrizioni da seguire per un uso corretto di questi recipienti sono le seguenti.
Pulire in modo adeguato il matraccio prima dell’uso in quanto una scarsa pulizia delle pareti interne dà luogo a soluzioni impure e può favorire la formazione di bolle d’aria che causano un errore di volume.
Fare attenzione che la temperatura della soluzione di cui si vuol effettuare la misura di volume sia all’incirca la stessa di quella per cui è tarato il matraccio, in genere 20°C, giacché con la temperatura varia la densità del liquido.
Portare a volume il matraccio facendo attenzione a non commettere un “errore di parallasse”. La lettura corretta del volume è quella per la quale la linea di riferimento incisa nel collo del matraccio si trova all’altezza degli occhi e il livello inferiore del menisco è tangente alla linea di riferimento stessa. Queste indicazioni sono valide anche nel caso di misura del volume in recipienti differenti quali le burette o le pipette.
Per quanto riguarda le misure di volume per trasferimento lo strumento che viene diffusamente utilizzato nell’analisi volumetrica è la buretta che, nella sua classica versione manuale, consiste di un lungo tubo di vetro graduato di capacità pari solitamente a 25 o a 50 ml, provvisto nella parte terminale di un rubinetto e di una strozzatura che consentono il dosaggio del liquido goccia a goccia.
La buretta manuale, inoltre, è dotata di una riga blu su sfondo bianco opaco (riga di Schellbach) situata nel lato opposto a quello dove è incisa la scala graduata, che dà luogo a un effetto ottico in corrispondenza del menisco del liquido, facilitando la lettura del volume.
La riga di Schellbach, infatti, appare stretta nella zona priva di liquido e più larga in quella contenente il liquido e le due parti della riga si uniscono per mezzo di una doppia freccia in corrispondenza del menisco.
L’uso corretto della buretta manuale prevede che non vi siano bolle d’aria al suo interno durante la misura di volume, in quanto ciò causerebbe un errore. La formazione di una sacca d’aria nella parte terminale della buretta, immediatamente a valle del rubinetto, è fenomeno assai frequente durante il suo riempimento e la successiva fase di scarico del volume in eccesso rispetto a quello desiderato. Per eliminarla, normalmente, è sufficiente aprire il rubinetto e contemporaneamente far fare alla buretta un movimento secco dall’alto verso il basso.
L’errore percentuale nella stima del volume dipende non solo dall’accuratezza intrinseca della buretta, ma anche dal volume misurato.