Descrizione:Un computer “non digitale” dovrebbe funzionare in modo analogico. Una macchina analogica è una macchina basata su misure fisiche, che vengono interpretate come output. Abbiamo già visto casi di calcolatrici analogiche; ad esempio la coppia di righelli. Avevamo detto che il limite dei righelli è che non definiscono un processo algoritmico; tuttavia, non è impossibile immaginare di realizzare anche processi algoritmici basati su misure fisiche, dunque algoritmi analogici.
Tipologia:Università
Testo completo:Un computer “non digitale” dovrebbe funzionare in modo analogico. Una macchina analogica è una macchina basata su misure fisiche, che vengono interpretate come output. Abbiamo già visto casi di calcolatrici analogiche; ad esempio la coppia di righelli. Avevamo detto che il limite dei righelli è che non definiscono un processo algoritmico; tuttavia, non è impossibile immaginare di realizzare anche processi algoritmici basati su misure fisiche, dunque algoritmi analogici. Perché si è adottata la soluzione digitale? che vantaggi comporta?
Per chiarirlo dobbiamo esaminare più in dettaglio il funzionamento dei righelli.
Usando i righelli, la somma è “fisicamente” data dalla posizione del secondo addendo sul righello superiore. Si noti che il risultato varia in modo continuo: spostando di un centesimo di millimetro il righello superiore, ad esempio, otteniamo 9,0001. A prima vista, questo sembrerebbe un vantaggio.
La possibilità di costruire computer analogici è stata esaminata a lungo. Una considerazione interessante, ad esempio, è che il cervello umano funziona in modo analogico e non c'è dubbio che, come computer, noi non siamo veloci ma in compenso siamo infinitamente versatili. Il problema fondamentale dei computer analogici riguarda la perdita d'informazione legata agli errori di misura. Nessuna misura può definirsi "esatta". Se misuro con un metro la lunghezza del tavolo su cui è appoggiato il computer che sto usando, ottengo circa 178 cm. Usando un metro più preciso, potrei ottenere 178,2; una misura ottica mi porterebbe, per esempio, a 178,23 cm. Teoricamente, potrei migliorare la misura fino a raggiungere la scala degli atomi di cui è composto il tavolo, ma questo non è praticamente possibile. D'altra parte, un algoritmo analogico dovrebbe funzionare per sequenze di istruzioni, che per forza dovrebbero tradursi in sequenze di misure successive.
In questo modo il computer accumulerebbe errori ad ogni passo, fino a ottenere risultati privi di qualsiasi attendibilità.