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Antropologia: il XIX secolo

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  • Descrizione: Nel 19° secolo, diversi elementi hanno contribuito a rovesciare profondamente le mentalitŕ e i modi di pensiero: - la nascita di un nuovo concetto di uomo. L’uomo si concepisce oramai come un oggetto sociale, come l’attore di una storia, come fonte di valori, come produttore di ricchezze, come frutto di un’educazione, l’uomo diventa il mezzo della propria coscienza.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Nel 19° secolo, diversi elementi hanno contribuito a rovesciare profondamente le mentalità e i modi di pensiero:
    - la nascita di un nuovo concetto di uomo. L’uomo si concepisce oramai come un oggetto sociale, come l’attore di una storia, come fonte di valori, come produttore di ricchezze, come frutto di un’educazione, l’uomo diventa il mezzo della propria coscienza.
    - all’origine vi sono 2 eventi fondamentali: la rivoluzione industriale in Inghilterra, la rivoluzione politica in Francia, che permisero agli uomini di scoprire che possono essere gli agenti della trasformazione del mondo. Milioni di individui sono sradicati dal loro ambiente contadino di origine e trasportati nei nuovi spazi urbani ed industriali e nascono rivendicazioni sociali e politiche, sorgono e si moltiplicano fino ad assumere la forma di contestazioni violente e di fermenti rivoluzionari.
    - meno importante ma comunque decisiva fu la scoperta della parentela fra il “sanscrito”, l’antica lingua sacra dell’India e il greco ed il latino. Queste ricerche, introdussero con forza l’idea della storicità delle culture e delle società
    - ultimo elemento rilevante fu  la scoperta di asce di pietra risalenti al tempo in cui vissero mammiferi scomparsi da migliaia di anni. Questo diventa il punto di avvio della concezione scientifica dell’evoluzionismo. Gli scienziati cominciano a concepire l’antropologia come la scienza di sintesi di:paleontologia, preistoria, linguistica, etnografia. La riflessione sull’uomo diviene interamente oggetto di scienza.
    Spencer per dar conto della dinamica della società si ispirò direttamente alla biologia e stabilì che l’evoluzione sociale  poteva essere assimilata all’evoluzione organica, ed aggiunse un’altra legge quella di un progresso continuo e inarrestabile  che farebbe passare le società da uno stadio primitivo a stadi sempre più complessi.
    Il suo fu più tardi chiamato impropriamente darwinismo sociale. In realtà la principale innovazione del naturalista Darwin era quella di cercare di sottomettere sistematicamente alla valutazione critica dei fatti, l’ipotesi della selezione naturale della specie.
    Ricollocando l’uomo nella natura, egli mostra che anche l’uomo è soggetto, come gli altri organismi viventi, alle leggi della selezione naturale.
    Lewis Morgan è il primo ricercatore che passò un gran numero di anni a raccogliere dati direttamente sul campo e a valutare le sue ipotesi mediante frequenti ritorni presso i suoi ospiti, gli indiani dell’America del nord e attraverso i documenti si propose di ricostruire la storia dell’evoluzione dell’umanità. Morgan stabilisce una sequenza di 3 stadi o periodi per descrivere l’evoluzione dell’umanità, egli ha organizzato il caos dei dati sparsi accumulatisi fino ad allora ed ha permesso di pensare in una maniera logica la storia dell’umanità.
    Morgan mette in opera i fenomeni di parentela, di matrimonio e di famiglia, egli comprese per primo che le relazioni di parentela e di matrimonio, in una società data, formano un sistema coerente al quale va a corrispondere un sistema terminologico.
    Il cambiamento di questi tempi, è dovuto anche all’imperialismo europeo che porta all’espansionismo europeo su scala mondiale.
    Gli inglesi nelle indie ed in Africa, i francesi in Africa ed in Asia, i portoghesi e gli spagnoli in Africa, gli olandesi in Asia, avevano bisogno, per governare, di conoscere le società verso cui pretendevano di portare la civiltà ed il progresso.
    Gli antropologi iniziarono una riflessione più centrata sull’inchiesta sul campo, sulla valutazione e l’analisi di situazioni empiriche. “conoscere meglio per dominare meglio” questa potrebbe essere la formula per indicare l’incontro dell’antropologia, scienza umana, con l’imperialismo coloniale struttura socio-politica di dominio.
    Il potere si esercita come tecnica di potere e al tempo stesso come produzione di sapere. In altri termini, mentre investe le situazioni, e le assoggetta, ne fa contemporaneamente un oggetto di sapere.
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