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  • Descrizione: La digestione inizia nella bocca, dove avviene la digestione meccanica da parte dei denti. Qui il cibo viene mescolato con la saliva, prodotta dalle ghiandole salivari. La saliva contiene l’amilasi salivare che incomincia ad idrolizzare l’amido; una glicoproteina mucosa che lubrifica e protegge il delicato rivestimento della bocca; alcune sostanze tampone che neutralizzano gli acidi presenti nel cibo e il lisozima, una sostanza antibatterica.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: La digestione inizia nella bocca, dove avviene la digestione meccanica da parte dei denti. Qui il cibo viene mescolato con la saliva, prodotta dalle ghiandole salivari.
    La saliva contiene l’amilasi salivare che incomincia ad idrolizzare l’amido; una glicoproteina mucosa che lubrifica e protegge il delicato rivestimento della bocca; alcune sostanze tampone che neutralizzano gli acidi presenti nel cibo e il lisozima, una sostanza antibatterica.
    La lingua è un organo muscolare ricoperto da papille gustative, le quali contengono recettori del gusto che, se vengono stimolati dalle sostanze chimiche presenti nella saliva, trasmettono le informazioni al cervello che le trasforma nei gusti che percepiamo. Il cibo masticato e rimescolato con la saliva per mezzo della lingua viene detto bolo alimentare.
    Il bolo alimentare entra nella faringe e grazie ad un riflesso legato alla deglutizione, lo sfintere esofageo si rilassa, così questo può passare nell’esofago, e contemporaneamente la laringe si sposta verso l’alto e fa abbassare l’epiglottide, una struttura cartilaginea, per evitare che il cibo passi nelle vie aeree.
    Per mezzo delle onde peristaltiche, onde ritmiche di contrazione della muscolatura liscia presente nel tubo digerente,  il cibo passa dalla laringe all’esofago in 5-10 secondi. L’esofago è costituito da quattro strati o tonache: la mucosa, lo strato più interno, è costituito da tessuto epiteliale nel quale si trovano cellule calciformi che secernono muco e da tessuto connettivo; la sottomucosa, lo strato di tessuto connettivo lasso che contiene vasi sanguigni, terminazioni nervose, linfonodi e vasi linfatici; la tonaca muscolare, formata da tre strati di fibre muscolari lisce e involontarie, uno esterno longitudinale (si rilassa) e uno interno circolare (si contrae), la collaborazione di questi due muscoli determina la peristalsi. La tonaca più esterna è la sierosa ed è formata da un solo tessuto di cellule appiattite che secernono un liquido con funzione lubrificante (quando si ispessisce nei pressi dello stomaco, forma il cardias).
    La superficie interna dello stomaco presenta numerose introflessioni ed è disseminata da fossette gastriche collegate alle ghiandole gastriche tubulari, che sono costituite da tre tipi di cellule: le cellule mucose, che producono il muco che lubrifica e protegge le cellule che rivestono la parete dello stomaco; le cellule principali che secernono il pepsinogeno (forma inattiva della pepsina); le cellule parietali che secernono l’acido cloridrico; e una glicoproteina chiamata fattore intrinseco che si lega alla vitamina B12 per consentirne l’assorbimento.
    L’acido cloridrico, acidificando il contenuto dello stomaco, uccide molti microbi presenti nel cibo, e converte il pepsinogeno in pepsina (che attiva altre molecole di pepsinogeno dando inizio ad una reazione a catena; inizia la digestione delle proteine). L’attività delle ghiandole gastriche è regolata da un insieme di segnali nervosi e ormonali; quando il cibo raggiunge lo stomaco, le stesse sostanze alimentari inducono le cosiddette cellule G a produrre un ormone, la gastrina, che viene trasportato dalla circolazione sanguigna fino a far ritorno nello stomaco dove induce la secrezione dei succhi gastrici.
    Quando il contenuto dello stomaco è troppo acido, un meccanismo a feedback negativo inibisce la secrezione di succhi gastrici. Sempre attraverso onde peristaltiche il cibo viene rimescolato con i succhi e prende il nome di chimo.
    Il chimo passa nell’intestino un po’ per volta. L’intestino tenue, dove avviene gran parte della digestione chimica, si estende dal piloro alla valvola ileocecale, e si divide in duodeno, digiuno e ileo (dove avviene circa il 90% dell’assorbimento delle sostanze). Il contatto del chimo acido con la mucosa duodenale stimola alcune ghiandole endocrine a produrre due ormoni polipeptidici: la secretina e il CCK. Gli organi bersaglio in questione sono il fegato e il pancreas, i quali riversano i loro secreti nel duodeno tramite il dotto pancreatico e il coledoco.
    La bile contiene acidi colici che formano sali biliari, che emulsinano i grassi rendendoli facilmente attaccabili da parte degli enzimi digestivi, acqua ed elettroliti, fosfolipidi e molecole endogene.
    La bile serve anche a contrastare un’eccessiva acidità ed è un utile battericida.
    Il fegato è il nostro organo più grande dopo la pelle ed è ricoperto da una capsula di tessuto connettivo a sua volta rivestita dal peritoneo; è costituito da lobuli epatici, formati da epatociti disposti a raggiera intorno ad un vaso sanguigno; tra un lobulo e l’altro si trovano le vene interlobulari e tra ciascun lobulo vi sono degli spazi vascolari chiamati sinusoidi. Il fegato riceve la maggior parte del sangue attraverso la vena porta, che raccoglie tutto il sangue proveniente da intestino, stomaco e milza, quindi sangue ricco di sostanze nutritive e povero di CO2; solo il 25% del sangue che arriva al fegato proviene dall’arteria epatica, ed è ricco d’ossigeno.
    Il 90% delle sostanze viene assorbito nell’intestino tenue; la sua parete interna presenta molte estroflessioni chiamate villi, i quali hanno a loro volta altre piccole estroflessioni chiamate microvilli (verso l’interno dell’intestino); ciascun villo è attraversato da un piccolo vaso linfatico e da una rete di capillari. L’intestino crasso, chiamato anche colon, si unisce al tenue attraverso una giunzione a forma di T, dove il colon forma una sacca da cui parte una sottile estensione chiamata appendice. Lo strato epiteliale interno dell’intestino crasso è tappezzato da numerose cellule assorbenti e da altre secernenti muco; la sua funzione principale è quella di terminare l’assorbimento dell’acqua e dei sali minerali, viene riassorbita infatti circa il 90% dell’acqua che rientra nel sangue e nei tessuti.
    A mano a mano che l’acqua viene digerita il cibo non digerito attraverso movimenti peristaltici viene spinto verso il retto diventando sempre più solido; le feci contengono principalmente prodotti di scarto della digestione, fibre vegetali non digeribili e batteri; nel retto queste vengono immagazzinate fino al momento dell’eliminazione, permessa da forti contrazioni dal retto. L’apertura dell’ano è regolata da due sfinteri, uno volontario uno involontario.
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