Descrizione:Lo scheletro umano è formato da più di 200 ossa, collegate tra loro dai legamenti, strisce resistenti e relativamente poco elastiche di tessuto connettivo. Le varie parti del corpo presentano un ambito di movimento molto diverso: ad esempio, il braccio può muoversi liberamente a livello della spalla, mentre l'articolazione del ginocchio consente solo un movimento "a cardine" delle gambe; i movimenti delle singole vertebre sono molto limitati e le ossa che formano la scatola cranica sono addirittura fisse.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Lo scheletro umano è formato da più di 200 ossa,
collegate tra loro dai legamenti, strisce resistenti e relativamente
poco elastiche di tessuto connettivo. Le varie parti del corpo
presentano un ambito di movimento molto diverso: ad esempio, il
braccio può muoversi liberamente a livello della spalla,
mentre l'articolazione del ginocchio consente solo un movimento "a
cardine" delle gambe; i movimenti delle singole vertebre sono
molto limitati e le ossa che formano la scatola cranica sono
addirittura fisse. I movimenti delle ossa dello scheletro sono
prodotti dalla contrazione dei muscoli, ai quali le ossa sono
attaccate per mezzo dei tendini. La contrazione muscolare è
controllata dal sistema nervoso.
Il sistema nervoso è diviso in due sezioni principali: il
sistema nervoso somatico, che permette il controllo volontario della
muscolatura dello scheletro, e il sistema nervoso autonomo,
involontario, che controlla i muscoli cardiaci, la muscolatura liscia
e le ghiandole. Il sistema nervoso autonomo comprende, a sua volta,
due sezioni: il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico.
Molti muscoli (ma non tutti) e le ghiandole che distribuiscono gli
impulsi nervosi ai principali organi interni possiedono una doppia
innervazione; in tal caso, le due sezioni del sistema autonomo
possono esercitare effetti opposti. Ad esempio, il sistema simpatico
accelera il battito cardiaco mentre quello parasimpatico lo rallenta.
Tuttavia, non sempre queste due branche del sistema nervoso sono
antagoniste l'una rispetto all'altra: nelle ghiandole salivari,
infatti, entrambe eccitano le cellule secretorie. Inoltre, la stessa
sezione del sistema nervoso autonomo può sia eccitare che
inibire un singolo effettore, come avviene nell'innervazione
simpatica dei vasi sanguigni della muscolatura scheletrica. Infine,
le ghiandole salivari, i muscoli che provocano l'erezione
involontaria dei peli (orripilazione), la muscolatura liscia della
milza e i vasi sanguigni della pelle e dei muscoli scheletrici sono
innervati solo dalla sezione simpatica.
Il movimento volontario della testa, degli arti e del corpo è
prodotto da impulsi nervosi, generati nella zona motoria della
corteccia cerebrale e trasportati dai nervi cranici o dai nervi che
raggiungono i muscoli scheletrici emergendo dal midollo spinale.
Questi impulsi nervosi comprendono sia l'eccitazione delle cellule
nervose che stimolano i muscoli interessati, sia l'inibizione delle
cellule che stimolano i muscoli dotati di azione antagonista ai
primi.
Un impulso nervoso consiste in una variazione del potenziale
elettrico, che avviene sulla membrana delle cellule o delle fibre
nervose; essa viene misurata in millivolt, dura alcuni millisecondi e
può essere registrata con l'applicazione di elettrodi. Alcuni
movimenti involontari rappresentano la risposta diretta a uno stimolo
esterno: ad esempio, un colpetto sul ginocchio provoca uno scatto
della gamba, mentre una luce diretta nell'occhio fa contrarre la
pupilla. Queste reazioni involontarie sono chiamate riflessi.
Il sistema nervoso centrale riceve costantemente gli impulsi
provenienti da diverse terminazioni nervose, i recettori, che possono
essere di tre tipi: esterocettori, sensibili al dolore, alla
temperatura, al tocco e alla pressione; interocettori, che reagiscono
ai mutamenti dell'ambiente interno; propriocettori, che rispondono
alle variazioni di movimento, posizione e tensione. Gli impulsi
raccolti dai recettori sensoriali, come quelli della vista,
dell'udito, dell'olfatto, del tatto e del gusto, sono diretti a
particolari aree cerebrali. Non sempre le contrazioni muscolari
producono movimento. Solitamente la maggior parte dei muscoli tiene
una piccola percentuale delle fibre in uno stato di contrazione
continua, detto tono muscolare, necessario a mantenere la postura di
un arto, permettendogli di resistere all'allungamento passivo o alla
distensione.