Descrizione:Goldoni rimodella Arlecchino, la matrice è illuministica, la maschera perde i tratti antichi: lo Zanni non era mai stato disegnato secondo forme essenzialmente antropomorfiche, la mimesi, l'invenzione, la magia gli avevano lasciato segni diabolici e animaleschi. La trasformazione è, in primo luogo, intellettuale: muta l'atteggiamento dell'autore di fronte al personaggio.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Goldoni rimodella Arlecchino, la matrice è illuministica, la maschera perde i tratti antichi: lo Zanni non era mai stato disegnato secondo forme essenzialmente antropomorfiche, la mimesi, l'invenzione, la magia gli avevano lasciato segni diabolici e animaleschi.
La trasformazione è, in primo luogo, intellettuale: muta l'atteggiamento dell'autore di fronte al personaggio. Alcune idee dell'illuminismo sul piacere, il dolore, la virtù, l'utile, sull'istinto naturale inteso come sentimento morale, interessano il processo di trasformazione di Arlecchino.
Quando si dice che la maschera goldoniana è più umana rispetto allo Zanni, ci si riferisce, appunto a una concezione della "umanità" diffusa nell'ambito della cultura settecentesca, a una indagine naturalistica, a un interesse per la "società degli uomini". Il distacco dalla metafisica dalla filosofia detta fantastica, contribuisce alla scomparsa degli elementi diabolici magici della maschera. Goldoni compone e ridisegna i lineamenti tradizionali di Arlecchino: l'amore e la fame. L'eros goldoniano riflette la naturale tendenza umana a realizzarsi, in termini di emancipazione e di civiltà. Tutti i vecchi lazzi risultano filtrati, scompaiono la violenza e la pornografia, affiorano la gentilezza, la pulizia formale del gesto.
L'Arlecchino goldoniano - dal Servitore di due padroni a tutti gli altri - è ideologicamente diverso rispetto ai servi della commedia latina e italiana: non è il servitore disposto a tutto pur di soddisfare i desideri erotici dei padroni e trarne guadagno. Rivela una sorta di istinto morale contrario ai maneggi, agli intrighi; scombina le carte dei giuochi amorosi, perde o strappa i messaggi che gli vengono affidati, favorisce, anche involontariamente, il processo di demistificazione, l'avvicinamento alla verità. Goldoni sviluppa il fondo democratico, popolare, antieroico e antiretorico proprio della maschera zagnesca: fa di Arlecchino un uomo pacifico.