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Atti preliminari al dibattimento

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  • Descrizione: Questa fase inizia quando la cancelleria della Procura dibattimentale riceve il fascicolo per il dibattimento e termina con la dichiarazione di apertura del dibattimento. Vi sono alcune attività di scarsa rilevanza pratica: - per l'art.465, il presidente dell’organo collegiale può anticipare o differire la data dell’udienza, non più di una volta e per giustificati motivi; - per l'art.467, per evitare dispersione della prova, nei casi previsti dall’art.392, si dispone su richiesta di parte e dal presidente dell’organo collegiale, l’assunzione delle prove non rinviabili con le forma previste per il dibattimento.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Questa fase inizia quando la cancelleria della Procura dibattimentale riceve il fascicolo per il dibattimento e termina con la dichiarazione di apertura del dibattimento. Vi sono alcune attività di scarsa rilevanza pratica:
    - per l'art.465, il presidente dell’organo collegiale può anticipare o differire la data dell’udienza, non più di una volta e per giustificati motivi;
    - per l'art.467, per evitare dispersione della prova, nei casi previsti dall’art.392, si dispone su richiesta di parte e dal presidente dell’organo collegiale, l’assunzione delle prove non rinviabili con le forma previste per il dibattimento. Si assume la prova anticipatamente all’udienza. Sono i casi dell’incidente probatorio, ma solo quelli non rinviabili (non ad esempio la perizia di lunga durata);
    Per l'Art.469, può avvenire il proscioglimento prima del dibattimento, quando emerge che un’azione penale non doveva essere iniziata o proseguita e se per accertarlo non occorre svolgere l’istruttoria dibattimentale. Se il reato è estinto, il giudice in camera di consiglio, sentiti PM e imputato, pronuncia sentenza di non dover procedere. Quando è chiaro che non si deve procedere ad azione penale è inutile celebrare il dibattimento, perché tanto si pronuncerebbe comunque il non luogo a procedere.
    Un’attività posta in essere in quasi tutti i processi è poi l’art.468, che regolamenta le liste dei testimoni, i consulenti tecnici e periti; le parti hanno un onere, che può essere sostanziale quando consiste nel convincere il giudice di determinati fatti, o formale che consiste nell’introdurre nel processo i mezzi di prova che la parte ritiene utili. In questo caso c'è l'onere formale di chiedere l'esame dei testimoni ed è necessario depositare in cancelleria 7 giorni prima del dibattimento la lista con le circostanze su cui deve vertere l’esame.
    Non sono consentite le prove a sorpresa, perché si deve preventivamente informare il giudice e le altre parti delle richieste di prova che si farà in dibattimento. Questo ha lo scopo, definito discovery anticipata, di evitare di introdurre elementi a sorpresa e poi perché ciascuna parte può chiedere la citazione di persone per l’udienza dibattimentale. Il citare un testimone per l’udienza, è una scelta della parte, ma non è un obbligo. Si mette in condizione le altre parti di poter esercitare il diritto alla prova contraria. È questo il motivo per cui si pone l’accento sulla specificità che la lista deve avere. Come deve essere l’indicazione delle circostanze? La specificità è legata al mettere l’altra parte in condizione di esercitare la prova contraria; con il tempo poi la giurisprudenza ritiene che sia sufficiente anche il solo capo di imputazione. Questa è una prassi non condivisa da molti perché c’è un’indicazione eventuale ed estremamente generica da cui non si capisce né per quale reato si procede, né le circostanze; ad ogni modo viene considerato valido perché si crede che il riferimento al capo di imputazione sia sufficiente.
    Se la lista non è presentata tempestivamente, c’è inutilizzabilità delle richieste di prova, ma si è molto permissivi sul contenuto. La lista della difesa deve essere maggiormente curata, perché se non ci sono atti di investigazione difensiva, i testimoni sono sconosciuti al PM e quindi non può essere solo in riferimento al capo di imputazione.
    La lista testimoniale è finalizzata a mettere in condizione l’altra parte di esercitare il diritto alla controprova. La lista dell’accusa indica le circostanze, ci sono i nominativi delle persone e le circostanze su cui devono essere sentiti.
    Tornando agli atti preliminari del dibattimento, da quando la cancelleria del PM trasferisce al giudice il fascicolo per il dibattimento fino all’apertura dello stesso, la fase degli atti preliminari continua dopo le liste che avvengono fuori udienza, con attività svolta in udienza:
    . per l'art.484, deve avvenire il controllo della costituzione delle parti; si fa verifica sulla presenza di imputato e difensore. Questo controllo deve essere fatto prima dell’apertura del dibattimento, ed è l'ultimo momento utile per la costituzione delle parti civili.
    C’è poi un’altra attività eventuale, quella stabilita dall'art.491 sulle questioni preliminari, riguardanti la competenza per territorio, le nullità relative, le costituzioni di parte civile. Possono esserci o meno, ma devono essere sollevate prima dell’apertura del dibattimento. Questo momento è importante anche per togliere dal fascicolo elementi che non ci devono stare, perché altrimenti il giudice viene a conoscenza di un atto che non dovrebbe sapere e assicura il contraddittorio nella formazione della prova. Le questioni sono discusse sul momento dal PM o dalle parti e il giudice le decide immediatamente con ordinanza.
    Per l'Art.492, avviene poi l’apertura del dibattimento con la lettura del capo di imputazione, che serve a rendere edotte le parti sull’oggetto del processo. Qui si esaurisce la fase degli atti preliminari.
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