Descrizione:Tipica maschera della Commedia dell’Arte, Brighella è il degno compare di Arlecchino, come lui servo e di origini bergamasche. Brighella però ci tiene a precisare che lui proviene da Bergamo alta, mentre Arlecchino dalla parte bassa della città. Egli inoltre non esercita solo il mestiere di servo come Arlecchino, ma un'infinità di altre occupazioni, in parte lecite e oneste, ritrovandosi sempre in mezzo agli intrighi.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Tipica maschera della Commedia dell’Arte, Brighella è il degno compare di Arlecchino, come lui servo e di origini bergamasche. Brighella però ci tiene a precisare che lui proviene da Bergamo alta, mentre Arlecchino dalla parte bassa della città. Egli inoltre non esercita solo il mestiere di servo come Arlecchino, ma un'infinità di altre occupazioni, in parte lecite e oneste, ritrovandosi sempre in mezzo agli intrighi. La prontezza e l'agilità che Arlecchino ha nelle gambe, lui l’ha nella mente, per escogitare inganni e preparare trappole in cui far cadere il prossimo, non solo per spillar quattrini a chi ne ha o per rimediare un pranzo appetitoso, ma per il gusto stesso di imbrogliare gli altri. E' intrigante, nato furbo e senza scrupoli. A dodici anni è stato in prigione, a quindici l’hanno messo alla gogna, a venti l’hanno frustato. L'abito che Brighella si vanta di indossare è la "livrea", simbolo dell'appartenenza al padrone: calzoni e giacca bianchi decorati di galloni verdi, un mantello bianco, anch’esso con due strisce verdi, un berretto a sbuffo e la mezza maschera sul viso, le scarpe nere con i pon pon verdi. Ha scelto due colori per il suo costume: bianco per la soddisfazione degli altri, verde perché mantiene sempre verdi i desideri dei suoi clienti.
L'origine di questa maschera è probabilmente bergamasca, ma la sua fama si deve all'attore Carlo Cantù (1609-1676), che ne vestì i panni per molti anni. Nella Commedia dell'Arte Brighella ricopriva il ruolo di "primo Zani", ovvero il servo furbo, autore di intrighi architettati con sottile malizia, ai danni di Pantalone o per favorire i giovani innamorati contrastati.
Nel corso del Seicento e del Settecento precisò i suoi caratteri in contrasto con quelli del "secondo Zani", il ruolo del servo sciocco, spesso impersonato da Arlecchino e, soprattutto con Goldoni, divenne servo fedele e saggio, tutore a volte di padroncini scapestrati, oppure albergatore avveduto o buon padre di famiglia. Nella commedia "Il servitore di due padroni" di Carlo Goldoni Brighella è il proprietario della locanda, testimone di nozze di Silvio e Clarice nonché amico di Pantalone. Personaggio senza scrupoli, furbo e bugiardo, capirà l'inganno di Beatrice ma non lo svelerà.
L’etimologia del suo nome si dirama in due possibilità: Brighella può derivare dal verbo brigare, affaccendarsi, o da briga, per il carattere polemico e piantagrane di questa maschera.