Descrizione:Il 500 va considerato il secolo d'oro della cartografia per varie invenzioni come la stampa a caratteri mobili e le grandi scoperte geografiche. L'opera cartografica di Tolomeo dopo un lungo periodo di disinteresse risorse nel XV secolo. Ci fu una riscoperta delle opere classiche che uscirono dai monasteri in cui erano state custodite per essere studiate anche in altri ambienti.
Tipologia:Università
Testo completo:Il 500 va considerato il secolo d'oro della cartografia per varie invenzioni come la stampa a caratteri mobili e le grandi scoperte geografiche.
L'opera cartografica di Tolomeo dopo un lungo periodo di disinteresse risorse nel XV secolo. Ci fu una riscoperta delle opere classiche che uscirono dai monasteri in cui erano state custodite per essere studiate anche in altri ambienti. Con l'arte della stampa l'opera di Tolomeo fece un balzo in avanti diventando le copie meno costose e maggiormente diffuse rispetto ai manoscritti. Le edizioni dei Tolomei si susseguirono a ritmo incalzante, nel 1478 apparve la prime edizione romana eseguita nella prima tipografia italiana.
Con le grandi scoperte geografiche, un po' di confusione ed incertezza arrivò tra gli umanisti e gli editori di Tolomeo. Infatti passarono anni prima che apparisse un'altra edizione. Le grandi scoperte geografiche cominciarono con l'esplorazione degli oceani ad opera di Bartolomeo Diaz nel 1487; Cristoforo Colombo, che fece 4 viaggi dal 1492 al 1504, scoprì alcune delle isole Antille, una costa del Venezuela, l'America Centrale e la Colombia; e Vasco de Gama nel 1497. Amerigo Vespucci raggiunse prima il Brasile nel 1499 e costeggiando l'America meridionale arrivò fino al Rio della Plata ed ebbe la consapevolezza di trovarsi in un nuovo continente. L'epoca delle grandi scoperte geografiche del XVI secolo si chiude con il viaggio di circumnavigazione del globo da parte di Magellano (1519) che giunse nella parte più meridionale del nuovo continente e vide per la prima volta l'oceano pacifico.
L'acquisizione cartografica di queste nuove scoperte fu molto lenta e incerta per tutelare il segreto di un interesse economico e militare da parte dei primi colonizzatori.
Insieme alla produzione cartografica venivano costruiti anche globi ed atlanti come quello di Ortelio del 1570 (Theatrum Orbis) che aveva lo scopo dichiarato di far conoscere la geografia per intendere meglio gli avvenimenti storici. Il nome atlante dato ad una raccolta coordinata di carte geografiche si deve a Gerardo Mercatore (1512-1594) che raccolse un centinaio di carte da riprodurre, ma morì prima che la sua opera, che voleva chiamare Atlas, venisse pubblicata. Il nome atlante va riferito al personaggio Atlante, re della Mauritania, grande astronomo e primo cartografo: infatti nel frontespizio dell'Atlas c'è uno scienziato alle prese con un globo.
Le piante di città del rinascimento furono opera di ingegneri militari e tecnici: la costruzione e il disegno di piante di città è opera cartografica ma anche architettonica ed artistica. La carta geografica del rinascimento ebbe anche una finalità estetica e decorativa, veniva utilizzata per decorare secondo la tecnica dell'affresco, le pareti di ville e palazzi. Contemporaneamente una notevole quantità di carte relative a limitati territori veniva redatta per scopi pratici di ingegneria (bonifiche, opere di pubblica utilità e di difesa) da tecnici ed addetti militari. Questa opera minuta e precisa si rivelò essenziale per il progresso della cartografa e permise ai grandi cartografi di disporre di basi sempre più aderenti alla realtà. Dal 500 si fa più forte il desiderio di conoscenza e di dominio del territorio mediante la cartografia. L'esigenza di carte sempre più precise per scopi soprattutto militari si rafforza nel 600 e 700, anche grazie alla scoperta del teodolite e del cannocchiale. In questo periodo nasce infatti la cartografia geodetica che si avvale del sistema della
triangolazione e si applicano le prime tecniche scientifiche per la rappresentazione del rilievo. Si perfeziona la navigazione marina, le coordinate geografiche si fanno più precise, i viaggi per terra e per mare non sono più d'esplorazione, ma spedizioni di studio.
Il viaggiatore più importante è James Cook. A 13 anni è mozzo su una nave che trasporta carbone,
nel 1755 entra nella marina reale, dopo alcuni anni gli viene dato l'incarico di effettuare il rilevamento della zona di Terranova (costa orientale Canada), grazie ai buoni risultati gli venne dato l'incarico di condurre una spedizione nel pacifico meridionale nel 1768. Cook tocca la Nuova Zelanda e l'Australia e torna in Europa nel 1771. Visti i risultati gli viene affidata una nuova missione nel 1772 col compito di risolvere definitivamente il problema del continente australe.
Francois Galaup de la Perouse realizza l'ultima impresa notevole del 700 effettuando la rilevazione della costa asiatica tra Giappone mare di Ohotsk, vicino alla Siberia).
I risultati di tutte queste scoperte dimostrarono quindi l'inesistenza del grande continente australe e l'esistenza di un emisfero oceanico in cui i mari occupano una superficie due volte pari a quella delle terre emerse.
Nel 1788 ha inizio l'esplorazione dei territori interni del continente africano, l'esplorazione delle zone polari fu l'ultima in ordine di tempo (fine 800).
La quantità di informazioni diventa imponente tanto che nasce la cartografia tematica con atlanti fisici o fisici-economici. Contemporaneamente si sviluppano sempre di più le carte a grande scala.
In Italia, dopo la proclamazione del Regno d'Italia (1861) i servizi cartografici dei vari stati italiani vennero unificati negli uffici dell'Esercito Italiano che poi diventerà l'Istituto Geografico Militare (1882). Il compito di riordinare il materiale esistente non era facile visto che i vari stati italiani avevano adottato scale, proiezioni e sistemi di rilevamento diversi.