Descrizione:La novella “Cavalleria Rusticana” di Verga è tratta dalla raccolta”Vita dei campi”. Narra la storia di Turiddu Macca, un contadino siciliano che, tornato dal servizio militare, trova la sua innamorata, Lola, fidanzata con Alfio, un carrettiere molto più ricco di Turiddu: ha quattro muli in stalla, mentre la madre di Turiddu, ha dovuto vendere la loro unica mula. Dopo un po' Lola sposa Alfio, e Turiddu, per vendicarsi, corteggia Santa, figlia di Massaro Cola “ricco come un maiale”, che abita di fronte alla casa di Alfio.
Tipologia:Superiori
Testo completo:La novella “Cavalleria Rusticana” di Verga è tratta dalla raccolta”Vita dei campi”. Narra la storia di Turiddu Macca, un contadino siciliano che, tornato dal servizio militare, trova la sua innamorata, Lola, fidanzata con Alfio, un carrettiere molto più ricco di Turiddu: ha quattro muli in stalla, mentre la madre di Turiddu, ha dovuto vendere la loro unica mula. Dopo un po' Lola sposa Alfio, e Turiddu, per vendicarsi, corteggia Santa, figlia di Massaro Cola “ricco come un maiale”, che abita di fronte alla casa di Alfio. Lola si indispettisce e un giorno invita Turiddu a casa sua di notte. Santa se ne rende conto e riferisce ogni cosa a Alfio che sfida Turiddu a duello tra i fichi d'india della Canziria. I due protagonisti si affrontano all’alba, Alfio è ferito per primo ma, piegatosi a terra, afferra una manata di polvere e acceca Turiddu gettandogliela negli occhi, poi lo colpisce con tre coltellate. La storia finisce tragicamente con la morte di Turiddu.
La novella inizia con una sequenza descrittiva in cui viene presentato il protagonista che è Turiddu Manca, figlio della ‘gna Nunzia. L'accostamento del nome della madre a quello del figlio denota il ruolo importante che la madre ha nella novella, pur non comparendo direttamente. Turiddu anche se inizialmente appare come il bellimbusto del paese, rivela presto di essere “un vinto”: Lola lo ha abbandonato, la madre si è dovuta vendere l'unica mula e un pezzetto di vigna quando lui era militare. La narrazione è dominata da una prosa parlata intessuta di dialoghi e fa uso del discorso indiretto libero che rende bene la tecnica dell’impersonalità dell'autore. Ci sono numerose parole dialettali come ad esempio “racinedda” e una frase in dialetto ”facemu cuntu ca chioppi e scampau, e la nostra amicizia finiu” ma, la frase come il termine, sono isolati per mezzo delle corsivo. Verga, nelle sue opere, non ha voluto usare il dialetto perché avrebbe ristretto il libro in un ambito regionale, ma ha utilizzato la lingua italiana intessuta di espressioni e vocaboli dialettali, adatta a caratterizzare i suoi personaggi. Nella novella troviamo diversi riferimenti ai proverbi, che in Verga, con la loro saggezza arcaica, hanno la funzione di evocare un mondo mitico ormai morente, ricco di valori e tradizioni, ma anche di pregiudizi. I dialoghi sono molto importanti, come quello tra Lola e Turiddu, tra Santa e Turiddu, tra Alfio e Turiddu, perché il discorso diretto dà spontaneità al testo, ma anche autenticità.
Nella novella riscontriamo tre macro-sequenze. La prima è quella del ritorno di Turiddu dopo il militare e l'incontro con Lola. Lui, dapprima fiero con la sua divisa, è umiliato e ferito a causa dell’indifferenza della ragazza. Nella seconda c'è il desiderio di vendetta di Turiddu. Nella terza Alfio uccide Turiddu.
La storia sembra svolgersi da sola. Verga utilizza per questo il vicinato: gente che parla e sparla. Si ha l'impressione che l'autore voglia restare fuori, che voglia essere assente, sembra che la storia sia scritta dal Verga ma raccontata da qualche contadino del paese. Il testo descrive anche il modo di vivere dei contadini, gente umile, con le loro usanze. La novella dipinge anche un comportamento sociale: l'importanza della ricchezza, la dimensione materiale sembra contare molto. Per esempio, fare un buon matrimonio è importante, lo vediamo con Lola che ha preferito sposare Alfio perché era più ricco. Cola, il padre di Santa, è “ ricco come un maiale” perché è vignaiuolo. Avere soldi dà fierezza e orgoglio, come Lola quando “si metteva sul ballatoio, con le mani sul ventre per fare vedere a tutti i grossi anelli d'oro”. Anche la religione è molto importante, nonostante Verga fosse ateo: regola la vita del paese. I nomi sono cristiani, come Santa; la novella parla di pellegrinaggio, di processione e della confessione. Evoca la Pasqua e la messa. In più, la parola “Dio” appare spesso nei dialoghi. Nella novella si evince anche il ruolo della moglie rispetto al marito: la moglie è in casa o in chiesa mentre il marito è all'esterno. Gli uomini hanno il loro onore: se qualcuno li offende, devono reagire: Alfio affronta Turiddu in un duello e nessuno lo ferma, perché è una cosa normale. C'è persino un codice speciale, il bacio della sfida. Questa novella è molto ricca di sentimenti, di azioni, di dettagli e tutto questo la rende viva. Verga ha scritto una novella nella quale gli elementi passionali si inseriscono in una indagine sui problemi sociali che conosceva l'Italia.