Descrizione:Il mare è una superficie di circolazione, e non una linea: sono possibili spostamenti in tutte le direzioni. Fin dall'epoca protostorica il mare è stato via d'invasione e via di civilizzazione; grandi civiltà marinare si sono sviluppate sul commercio. Il progresso tecnico dei trasporti marittimi riposa nel perfezionamento delle costruzioni navali, che ha accompagnato le grandi tappe della storia. Lo sviluppo della navigazione a vapore si accompagna all'ampliamento degli orizzonti marittimi e all'importazione di prodotti coloniali.
Tipologia:Università
Testo completo:Il mare è una superficie di circolazione, e non una linea: sono possibili spostamenti in tutte le direzioni. Fin dall'epoca protostorica il mare è stato via d'invasione e via di civilizzazione; grandi civiltà marinare si sono sviluppate sul commercio.
Il progresso tecnico dei trasporti marittimi riposa nel perfezionamento delle costruzioni navali, che ha accompagnato le grandi tappe della storia. Lo sviluppo della navigazione a vapore si accompagna all'ampliamento degli orizzonti marittimi e all'importazione di prodotti coloniali. Intorno al 1870, molte navi che fino allora avevano viaggiato su itinerari fissi e con orari prestabiliti, adottano il sistema del tramp: una specie di nave-taxi che si sposta secondo le offerte di carico e realizza un sensibile risparmio.
Il secolo XX vede delinearsi una rivoluzione tecnica e commerciale. Il dominio del carbone cede all'avvento della nafta. In un primo momento questa serve come combustibile per la caldaia a vapore, con notevole economia di peso e maggiore facilità di rifornimento. Poi entra in campo il motore a nafta, che permette un avviamento istantaneo e consuma una quantità di carburante ridotta a un quinto rispetto all'equivalente in carbone.
La velocità rimane modesta, specie per quanto riguarda le esigenze del trasporto passeggeri.
La nave per il trasporto di merci, chiamata cargo, si è progressivamente specializzata in un’estrema varietà di forme e attrezzature. Una tendenza costante è quella di aumentare la portata e la velocità.
Negli ultimi quarant'anni il commercio marittimo è stato sconvolto dall'invadenza del petrolio e dalla diffusione dei containers, contenitori parallelepipedi di dimensioni standardizzate.
Le nuove forme di traffico marittimo, alla ricerca di una maggiore redditività, possono essere classificate in base a tre criteri: dimensione, specificità, adeguamento dei porti.
Il porto tradizionale era caratterizzato dall'integrazione tra i bacini portuali e la città, tanto che la presenza del traffico marittimo era percettibile ovunque. Nelle sue nuove dimensioni il traffico marittimo non tocca il continente che in punti rari e privilegiati.
In rapporto alla diversità di traffico, sono essenzialmente tre i tipi di organizzazione portuale: il terminal, che è un punto di contatto provvisto di impianti automatici per lo scarico; il porto industriale, che è organizzato per trasformare le materie prime in "semilavorati"; il porto dei containers e delle merci in genere, che ha attrezzature specializzate per lo stoccaggio dei diversi prodotti. I grandi porti devono differenziare le strutture a seconda dei tipi di navi e di merci da ricevere.
È difficile che le importazioni equilibrino le esportazioni. Vi sono porti prevalentemente importatori, come quelli dei Paesi industriali che ricevono un'enorme mole di materie prime; e porti esportatori distinti per un prodotto caratteristico.
Si può delineare una classificazione dei porti in base alla loro funzione dominante, al di là dell'ovvia distinzione tra porti commerciali, porti passeggeri, porti militari, porti da pesca. Sono porti di transito quelli in cui le navi sostano per fare rifornimento di acqua, di viveri, di carburante; si trovano in punti di passaggio obbligato lungo le grandi rotte marittime. Nei porti di smistamento le merci importate in massa da paesi lontani vengono smistate verso le varie destinazioni. Gli avamporti sono dipendenze, in posizione avanzata verso il mare, di porti situati in posizione arretrata.
Il movimento dei porti commerciali è collegato al traffico del retroterra economico, cioè del territorio servito dal porto con relazioni regolari. Nei porti commerciali vengono anche creati dei punti franchi, aree circoscritte in cui le merci godono della esenzione dai dazi di confine.