Descrizione:Occorre distinguere tra codici analogici e codici digitali in base al modo in cui essi codificano e trasmettono l'informazione. Un codice analogico esprime una variazione in modalità continua, come un orologio che con la lancetta percorre tutto lo spazio del quadrante senza saltare nessun pezzo.
Tipologia:Università
Testo completo:Occorre distinguere tra codici analogici e codici digitali in base al modo in cui essi codificano e trasmettono l'informazione. Un codice analogico esprime una variazione in modalità continua, come un orologio che con la lancetta percorre tutto lo spazio del quadrante senza saltare nessun pezzo.
Un codice digitale, invece, esprime una variazione a salti, come un orologio digitale che non è in grado di indicare tutti i momenti intermedi tra un momento x ed un momento x+1 (ad esempio 15:35:12 e 15:35:13: in mezzo ci sono degli istanti). Questa proprietà che indica la non continuità è la discretezza e si dice che è un codice discreto.
Le lingue verbali sono codici discreti: le parole “penna” e “pena”, pur differendo per un minimo dettaglio, non hanno nulla a che fare dal punto di vista del contenuto e non c'è una via di mezzo. La differenza tra gli elementi è assoluta. Eppure alcune lingue verbali hanno dei tratti di analogicità.
In turco, per esempio, l'intensificazione di significato che in italiano viene espressa col superlativo, viene espressa con il raddoppiamento dell'aggettivo: “kadin” significa ”bello”, “kadin, kadin” “bellissimo”.
Un'ulteriore proprietà dei segni linguistici, che è più propriamente una caratteristica del significante, è la linearità, ovvero che il significante viene prodotto, si realizza e si sviluppa in successione nel tempo e nello spazio. Successione tale che non possiamo capire completamente il messaggio se non dopo che siano stati attualizzati l'uno dopo l'altro gli elementi che lo costituiscono.