Descrizione:La crescita economica viene intesa come aumento quantitativo dell’occupazione e del reddito.
Lo sviluppo, sebbene spesse accompagnato da una crescita economica, si associa anche con la fruizione di una serie di valori relativi alla qualità della vita, al paesaggio, al patrimonio culturale, al rispetto dei diritti civili, politici e religiosi. Si può definire “sviluppo sostenibile” uno “sviluppo che soddisfi i bisogni della popolazione presente, senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle popolazioni future”.
Tipologia:Università
Testo completo:La crescita economica viene intesa come aumento quantitativo dell’occupazione e del reddito.
Lo sviluppo, sebbene spesse accompagnato da una crescita economica, si associa anche con la fruizione di una serie di valori relativi alla qualità della vita, al paesaggio, al patrimonio culturale, al rispetto dei diritti civili, politici e religiosi.
Si può definire “sviluppo sostenibile” uno “sviluppo che soddisfi i bisogni della popolazione presente, senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle popolazioni future”.
Gli obiettivi principali che questo concetto esprime sono la conservazione dell’integrità degli ecosistemi; l’efficienza dell’economia, massimizzando le risorse rinnovabili e minimizzando quelle non rinnovabili; l’utilizzazione delle risorse naturali in modo tale da soddisfare i bisogni primari della popolazione attuale senza compromettere quelli delle generazioni future; la realizzazione di un’equità sociale tra i popoli; i rispetti delle fondamentali libertà della persona e dei gruppi umani sotto l’aspetto religioso, culturale e politico; la conservazione dei beni ambientali, ecc.
Sono state elaborate in molti paesi misure legislative ispirate ai principi della Carta di Rio, elaborata in Brasile nel 1992. Essa ha fissato i principi fondamentali dello sviluppo sostenibile, tale cioè da soddisfare i bisogni delle attuali generazioni senza compromettere la possibilità, per quelle future, di soddisfare i propri.
Il protocollo di Kyoto, firmato il 7 dicembre 1997, ha rappresentato la tappa più rilevante del processo di negoziazione per il controllo del cambiamento climatico causato dall’eccessiva immissione nell’atmosfera di vapore acqueo e anidridi.