Descrizione:Il termine epilessia deriva etimologicamente dal greco e precisamente dal verbo Epilambāno, che significa "essere colti di sorpresa". Tale definizione sintetizza perfettamente i caratteri fondamentali della crisi epilettica, che si manifesta all'improvviso, cessa spontaneamente e tende solitamente a ripetersi, senza che, colui il quale ne č affetto, possa opporvisi. Pių recentemente il dizionario dell'Epilessia edito dell'Organizzazione Mondiale della Sanitā (O.M.S.) ha definito l'epilessia come "un'affezione cronica ad eziologia diversa, caratterizzata dalla ripetizione di crisi che derivano da una scarica eccessiva di neuroni cerebrali".
Tipologia:Superiori
Testo completo:Il termine epilessia deriva etimologicamente dal greco e precisamente dal verbo “Epilambàno”, che significa "essere colti di sorpresa". Tale definizione sintetizza perfettamente i caratteri fondamentali della crisi epilettica, che si manifesta all'improvviso, cessa spontaneamente e tende solitamente a ripetersi, senza che, colui il quale ne è affetto, possa opporvisi.
Più recentemente il dizionario dell'Epilessia edito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha definito l'epilessia come "un'affezione cronica ad eziologia diversa, caratterizzata dalla ripetizione di crisi che derivano da una scarica eccessiva di neuroni cerebrali". Per scarica eccessiva s'intende il fatto che i neuroni che vanno a costituire una popolazione neuronale si trovano simultaneamente tutti in una condizione capace di provocare la depolarizzazione di membrana. Ecco quindi che durante questi eventi particolari si ha la subitanea generalizzazione di una grande quantità di potenziali d'azione, che attraverso le vie ed i circuiti nervosi possono essere convogliati ad altre popolazioni neuronali. Appare chiaro a questo punto che il significato delle crisi epilettiche è diverso, a seconda se tale fenomeno interessa una limitata popolazione neuronale, o la popolazione neuronale cerebrale nella sua totalità.
In altre parole i caratteri clinici della crisi sono determinati dalla zona del cervello in cui viene a verificarsi la scarica ipersincrona di una popolazione di neuroni cerebrali.
In definitiva l'epilessia può considerarsi come una sorte di disfunzione del sistema nervoso centrale provocata da un'improvvisa nonché anormale espressione parossistica di popolazioni neuronali, che si accompagna a delle alterazioni, più o meno gravi della personalità.
Di conseguenza si può asserire che più che una "malattia" in se stessa, l'epilessia è sintomo di una malattia cerebrale, ancor non perfettamente identificata.
Va altresì ricordato che, nonostante le indagini epidemiologiche siano estremamente ostacolate da vari motivi, primo fra tutti la reticenza, da parte dei familiari dei pazienti, le stime più recenti hanno dimostrato una più alta incidenza della malattia (1,5% ) in età evolutiva, rispetto alla popolazione generale, dove la percentuale è pari allo 0,7%.
La differenza di percentuale è dovuta essenzialmente al fatto che la maggior parte delle epilessie incomincia a manifestarsi durante i primi 20 anni di vita (età evolutiva dunque) per poi persistere solo in minor percentuale, anche nell'età adulta.