Descrizione:Otto persone, estranee l’una all’altra, sono invitate a trascorrere una breve vacanza in una splendida villa a Nigger Island, un'isola che è stata a lungo al centro di molte polemiche per il fatto che non si sapeva chi fosse il nuovo proprietario. Nessuno di loro sa con precisione chi sia stato colui che li avrebbe ospitati, ma tutti, chi per curiosità chi per altri motivi, accettano l’invito.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Otto persone, estranee l’una all’altra, sono invitate a trascorrere una breve vacanza in una splendida villa a Nigger Island, un'isola che è stata a lungo al centro di molte polemiche per il fatto che non si sapeva chi fosse il nuovo proprietario. Nessuno di loro sa con precisione chi sia stato colui che li avrebbe ospitati, ma tutti, chi per curiosità chi per altri motivi, accettano l’invito. Giunti sull’isola non trovano il proprietario ma, ad attenderli ci sono due domestici, i signori Rogers, che, come gli ospiti, non sanno chi sia il proprietario perché sono stati assunti per lettere firmate con il nome di U.N.Owen. Nelle stanze dei dieci residenti di Nigger Island c'è ad accoglierli una poesia infantile, appesa al muro di tutte le camere da letto e sul camino della sala da pranzo:
Dieci poveri negretti se ne andarono a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar.
Nove poveri negretti fino a notte alta vegliar: uno cadde addormentato, otto soli ne restar.
Otto poveri negretti se ne vanno a mangiar: uno, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar.
Sette poveri negretti Legna andarono a spaccar: un di loro s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar.
Sei poveri negretti Giocan con un alvear: da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar.
Cinque poveri negretti un giudizio han da sbrigar: uno lo ferma il tribunale, quattro soli ne restar
Quattro poveri negretti salpan verso l’alto mar: uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar.
Tre poveri negretti allo zoo vollero andar: uno l’orso ne abbrancò, e due soli ne restar
I due poveri negretti stanno al sole per un po’: un si fuse come cera, e uno solo ne restò.
Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò:ad un pino s’impicco, e nessuno ne restò.
Gli ospiti trovano nella sala da pranzo un centrotavola originale dove vi sono posizionate dieci statuine di porcellana che raffigurano dei negretti. Dopo la cena, una voce misteriosa, proveniente da un disco posto sul grammofono azionato dal sig. Rogers, sotto le istruzioni di U.N.Owen li accusa di essere degli assassini contestando a ciascuno, compresi i domestici, le loro colpe, le date, l’anno in cui furono compiute, in che modo e ai danni di chi. Dopo questo evento che sconvolge tutti, nascono accese discussioni ed ognuno si giustifica esponendo la propria versione dei fatti, dichiarandosi innocente e spiegando i propri motivi che ha per affermarlo. Ma poco dopo, Martson, bevendo dal suo bicchiere del whisky, cade a terra improvvisamente. Il dottor Armstrong, visitandolo, ne constata la morte per asfissia da cianuro di potassio e nota che nella sala da pranzo vi era una statuina di meno. Tutti pensano che Martson si sia suicidato e più tardi si ritirano nelle loro stanze per la notte. Al mattino seguente, Armstrong viene svegliato dal sig. Rogers, preoccupato perché la moglie non si sveglia. Dopo colazione Armstrong informa tutti che la signora Rogers è morta nel sonno per cause estranee al medico e che per accertarle dovrebbe effettuare un’autopsia. Il maggiordomo nota che quel mattino vi sono solo otto statuine e continua il suo lavoro molto professionalmente, anche se addolorato per la perdita della moglie. Tutti sono preoccupati e temono vi sia qualcuno sull’isola che voglia ucciderli per ripagare contro le colpe da loro commesse. Blore, Lombard e Armstrong, nel pomeriggio, ispezionano l’intera isola ma non trovano nessuno e nessuna grotta o passaggio segreto che potrebbe essere utilizzato dall’assassino come eventuale nascondiglio o via di fuga. Verso sera scoppia una tempesta e Armstrong, vedendo che il generale Macarthur non rientra per la cena, esce a cercarlo e rientra poco dopo di corsa per annunciarne la morte, dovuta ad un forte botta subita alla nuca tramite un corpo contundente. I superstiti sospettano che l’assassino sia uno di loro ed effettuano una specie di investigazione, che però non porta a nessun risultato poiché non ci sono prove e quindi chiunque avrebbe potuto compiere quelle azioni. Durante la sera Vera informa gli altri, che non lo avevano ancora intuito, il nesso logico tra la poesia appesa in tutte le camere, le morti degli ospiti e la scomparsa delle statuine di porcellana: le statuine sono gli abitanti della casa e diminuiscono ad ogni morte che deve avvenire come nella poesia o nel modo più possibile simile. La ragazza intuisce quindi che gli omicidi possono essere stati effettuati da una persona con una mente infantile e inferma, anche se omicida e insensibile, ma nessuno di loro sembra corrispondere a queste caratteristiche. Il mattino seguente Rogers viene trovato morto con una ferita d’ascia sul cranio avvenuta mentre stava tagliando la legna per accendere il fuoco che sarebbe servito per scaldare la colazione. Tutti sono turbati e notano che le statuine sono diventate sei. Dopo aver fatto colazione, più tardi del solito per lo spiacevole evento accaduto, la signorina Brent accusa vertigini e si isola sdraiandosi in sala da pranzo per riposarsi. Ma poco più tardi viene trovata morta. La sua morte viene subito attribuita ad una puntura sul collo da parte di un'ape che era nella stanza, ma dopo un’attenta osservazione si costata che il decesso è dovuto al fatto che le è stata somministrata una pozione di veleno sul collo tramite una siringa e dopo questo brutto episodio le statuine diventano misteriosamente cinque.
Nel frattempo si spegne l’alternatore che genera corrente e, dato che nessuno di loro è in grado di ripristinarlo, sono costretti ad usare le candele contenute nella dispensa. Nel pomeriggio i quattro uomini rimasti discutono in salotto sul da farsi, quando un urlo di Vera li richiama al piano superiore. Tre di loro salgono trovandola con un’alga bagnata sul corpo, che essa credeva fosse l’assassino che le aveva spento la candela per poi ucciderla. Dopo aver chiarito il motivo dello spavento di Vera, i quattro ridiscendono e trovano il giudice Wargrave morto per uno sparo di pistola alla testa. Presumibilmente la pistola utilizzata per questo omicidio è quella di Lombard, che gli era stata rubata poco tempo prima. I presenti trasferiscono Wargrave sul letto della sua camera come avevano fatto con tutti i cadaveri e notano che le statuine si sono ridotte a quattro. Nella notte Armstrong sparisce misteriosamente e Blore, Vera e Lombard, convinti che l’assassino sia lui, dopo aver controllato che non si sia nascosto in casa, escono dirigendosi alla scogliera per cercarlo, ma non trovano nulla. I tre sono senza provviste e Blore decide di ritornare a casa per rifornirsi mentre gli altri due preferiscono soffrire la fama piuttosto che ritornare in quella casa. Vera e Lombard, dopo una vana attesa di Blore, tornano anche loro alla casa e lo trovano morto sulla veranda col cranio schiacciato sotto un blocco di marmo a forma di orso. I due dopo aver notato che altre due statuine sono scomparse e che quindi ne sono rimaste solo due, spaventati dall’ambiguità della casa, ritornano alla scogliera dove trovano un corpo galleggiante in mare: è il cadavere di Armstrong. Vera, sconvolta, ruba la pistola a Lombard e gli spara. Poi torna alla casa e vede che c’è una sola statuina di porcellana, la prende va in camera sua e trovando il cappio e la sedia già pronti in preda alla disperazione e consapevole della gravità dell’atto compiuto s’impicca.
L’SOS lanciato dagli ospiti durante la tempesta è raccolto da un gruppo di giovani esploratori che si recano sull’isola ed avvertono Scotland Yard di quanto avvenuto. I detective di Scotland Yard non si spiegano il mistero: dieci morti su un’isola deserta e neanche una traccia dell’assassino e anche se trovano alcuni indizi utili non riescono a trovare il motivo della morte degli abitanti dell’isola. Nel “Documento manoscritto mandato a Scotland Yard dal capitano del peschereccio “Emma Jane”, Wargrave spiega che lui stanco della solita vita da giudice ed avendo un piacere sadico a vedere e causare morte, decide di compiere un assassinio teatrale del tipo di quelli che resteranno sempre irrisolti e allora decide di acquistare un’isola e venuto a conoscenza, tramite amici, dei crimini di queste persone, decide che li avrebbe invitati nell’isola e li avrebbe uccisi uno alla volta da quello che aveva commesso le colpe meno gravi fino a quelli che avevano commesso colpe molto gravose. Arrivato sull’isola, dopo aver compiuto i primi omicidi, decide che, per non rischiare di essere scoperto, di mettersi d’accordo con Armstrong. Così arriva ad ideare la propria finta morte con la scusa che così avrebbe potuto scoprire il colpevole degli omicidi avvenuti precedentemente. In seguito uccide Armstrong e nessuno può immaginare che in realtà l’assassino sia lui. Wargrave spiega che ha preparato il cappio per Vera e dopo aver verificato che la donna si è impiccata; dopo aver chiuso il documento in una bottiglia e averla gettata in mare, si toglie la vita.