Differenze Etniche E Culturali Nei Cittadini - Podcast gratis Studenti.it
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Differenze etniche e culturali nei cittadini

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  • Descrizione: Nelle città si concentra la grande varietà etnica e culturale caratteristica del nostro mondo. Negli ultimi anni del Ventesimo secolo, la globalizzazione dell’economia e l’accelerazione dei processi di urbanizzazione hanno aumentato la varietà etnica e culturale delle città tramite i progressi migratori nazionali e internazionali, che hanno portato alla penetrazione dei popolazioni e di modi di vivere differenti all’interno delle principali aree metropolitane del mondo. Il globale si localizza in una società segmentata e spazialmente segregata, tramite movimenti umani provocati dalla distruzione dei vecchi metodi produttivi e dalla creazione di nuovi centri di attività.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Nelle città si concentra la grande varietà etnica e culturale caratteristica del nostro mondo. Negli ultimi anni del Ventesimo secolo, la globalizzazione dell’economia e l’accelerazione dei processi di urbanizzazione hanno aumentato la varietà etnica e culturale delle città tramite i progressi migratori nazionali e internazionali, che hanno portato alla penetrazione dei popolazioni e di modi di vivere differenti all’interno delle principali aree metropolitane del mondo.
    Il globale si localizza in una società segmentata e spazialmente segregata, tramite movimenti umani provocati dalla distruzione dei vecchi metodi produttivi e dalla creazione di nuovi centri di attività. La differenziazione territoriale dei due processi di creazione e di distruzione, accresce la disuguaglianza dello sviluppo dei regioni e paesi e conduce ad una crescente varietà nella struttura sociale urbana.

    In tutte le società le minoranze etniche soffrono di discriminazioni economiche, istituzionali e culturali, che in genere portano ad una loro segregazione all0interno dello spazio urbano. La disuguaglianza del reddito e le pratiche discriminatorie nel mercato immobiliare conducono ad una sproporzionata concentrazione delle minoranze etniche in determinate zone. Ogni gruppo etnico tende ad utilizzare questa concentrazione spaziale come forma di protezione e di reciproco aiuto. Si ha così un doppio processo di segregazione urbana: da un lato quella delle varie minoranze etniche rispetto al gruppo dominante e dall’altro quella delle differenti minoranze tra di loro.
    La concentrazione spaziale delle minoranze etniche svantaggiate porta alla creazione di veri e propri buchi neri nella struttura sociale urbana, in cui la povertà, il degrado degli alloggi e dei servizi urbani, i bassi livelli di impiego, la mancanza di opportunità professionali e la criminalità si rafforzano reciprocamente.

    La città multiculturale è una città arricchita dalla propria varietà. Una città segregata è una città che infrange la solidarietà sociale e in cui la violenza urbana finirà per prevalere.

    Taluni ritengono che la plurietnicità e la multiculturalità siano fonti di ricchezza economica e culturale per le società urbane. Ma vi è anche chi è allarmato dalla scomparsa dell’omogeneità sociale e dalle tensioni sociali che ne possono derivare. Anch’essi devono accettare la nuova realtà: le nostre città sono e saranno multiculturali, ecco perché imparare a convivere con questa situazione, riuscire a ben gestire o scambio culturale sulla base delle differenza etnica e porre rimedio alle disuguaglianze che nascono dalla discriminazione sono aspetti essenziali delle nuove politiche locali in un mondo fondato sull’interdipendenza globale.

    Nonostante i processi di mondializzazione dell’economia in corso, e l’internazionalizzazione di molte città che direttamente ne consegue, gli stranieri sono ricevuti con diffidenza e ostilità che talvolta hanno portato a manifestazioni violente contro i migranti, colpevoli di essere presenti in “sovrannumenro” in un determinato territorio. Influisce in tutto ciò anche l’immagine che i media forniscono del migrante: ne viene sottolineato il carattere di alterità, la provenienza oscura e lontana, le condizioni di disperato bisogno. Oltretutto ripropongono ossessivamente l’accoppiata immigrazione-criminalità dalla quale emerge la figura del clandestino, colui che agisce al di fuori della legalità, colpevole di essere in un luogo dove non potrebbe stare, autore del crimine dell’”esistenza abusiva”.  I clandestini sono caratterizzati dall’assoluta privazione dei diritti, dall’essere esposti a forme di sfruttamento semi-schiavistiche, dalla mancanza di ogni forma sanitaria e di istruzione. È in questo modo che vengono poste le premesse per la città duale.
    Le modificazioni che stanno attraversando le società urbane europee favoriscono la percezione della città come divisione. In America ben l’80% della popolazione vive in segregated neighborhoods, e crescono le città proibite o walled city, circondate da mura sempre meno metaforiche.

    A Caracas i barrios si presentano come un universo unico ed originale. Sono situati sulle ripide falde dei rilievi vallivi e  sovrastano la città regolare, che è posta in basso, nella Valle de Caracas. Essi sono illegali perché si fondano e si sviluppano senza un qualsiasi riferimento alle leggi vigenti, la legge è a priori ignorata, sono insediamenti al di fuori di ogni norma, non riportati nelle carte urbanistiche. Sono caratterizzata da una densità di 1500 – 2000 abitanti per ettaro; hanno un numero di abitanti che tende ad eguagliare, se non a superare, quello della città legale.  Il barrio nasce come bisogno di contatto, di difesa, di alterità alle forme e ai modi della città legale. Gli abitanti della città legale lo chiamano Cerro dandogli una connotazione negativa.
    L’interazione e la reciprocità restano ad uno stadio embrionale perché pochi sono gli spazi comuni. Si definisce come presenza altra, anziché come assenza perché si impone con modalità del tutto nuove e diverse, rispetto alla città tradizionale, senza modelli di riferimento.
    I Barrios sono caratterizzati dall’omogeneità e dalla ripetizione monotona e illimitata, dell’unico, elementare modulo insediativo: la casa dei barrios. Due sono i principali tipi di vivenda (abitazione):
    La casa: ha un carattere permenente con servizio sanitario, è costruita con materiale resistente (blocchetti, laterizi, pietra, legno…);
    La vivenda improvisada o rancho urbano: costruita con materiale di risulta (tavole, cartone, lamiera), senza servizi sanitari.
    La casa del barrio al suo interno riflette ciò che la circonda: è generalmente buia, perché i suoi spazi sono generalmente ricavati nella parte posteriore contro la terra. È bifronte e vive di questa ambivalenza: davanti si affaccia alla luce, dietro si ritrae nell’ombra. La duplicità degli spazi rappresenta anche quella del tempo: la luce è la proiezione in avanti, verso il futuro e il buio verso il passato.
    Per chi vive nei barrios lo spazio di movimento e di vita si allarga fino a comprendere la città legale, al contrario chi vive nella città legale subisce gli invalicabili confini dei barrios, per i rischi che può correre per l’incolumità di cose o persone. I barrios vanno ponendosi come il doppio della città legale: ne sono lo specchio, rappresentano ciò che essa vorrebbe negare e rimuovere. I barrios ostacolano ogni espansione urbana della città tradizionale, secondo i moduli dell’urbanistica legale.
    La popolazione dei barrios è presente in città per le attività più varie, e quasi sempre per le più modeste.
    Ampia è l’insicureza dell’incolumità personale, molte sono le violenze, dalle aggressioni, alle rapine, al traffico di droga e agli scontri tra bande adolescenti. Tre sono i principali agenti di violenza:
    I Malandros: giovani isolati con una loro morale nel comportamento delittuoso, non attaccato ai membri del proprio barrio;
    Le bandas: le bande di adolescenti;
    I minos de la calle: bambini di strada dai 6 ai 10 anni, che sopravvivono nomadi nei barrios e nella città legale.
    A Caracas come in molte altre grandi città si è creata una doppia città: quella occidentale e bianca che possiede gli apparati istituzionali ed è potente e dominante; e quella meticcia, maggioritaria e ristagnante nella propria diversità.
    Abitare nel barrio è una differenza nei confronti della città legale, cercata e amata: il barrio per chi vi vive non è una realtà tollerata ma una conquista, è quanto si è riusciti a realizzare.
    Il meticciato è dato dall’incontro tra indios, neri e bianchi. La differenza etnica è strettamente legata a quella sociale.
    In opposizione alla città dei barrio in America Latina, e timidamente anche in Europa, compaiono le gated comunities. Esse sono delle città cintate o sbarrate che possono essere collocate o all’interno o all’esterno della città. Vengono edificate sotto la spinta della paura del crimine. In queste comunità vigono rigide norme di restrizione degli accessi, mirate a privatizzare i normali spazi pubblici. Sono caratterizzate da ingressi sorvegliati e protetti da personale qualificato, da guardiani privati e da strutture difensive. Questi quartieri protetti contribuiscono ad accentuare il fenomeno di separazione tra luogo in cui si svolge l’attività e luogo di residenza, rafforzando la specializzazione degli spazi.
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