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Diodoro Siculo

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  • Descrizione: Diodoro Siculo nacque as Agyrion, l'attuale Agira in provincia di Enna, nel 90 a.C. circa e morì nella stessa città nel 27 a.C. circa. Storico greco antico ha scritto una monumentale storia universale, la Bibliotheca historica. Su Diodoro Siculo sono state riportati alcuni episodi della vita, che hanno permesso di circoscrivere il periodo in cui è vissuto.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Diodoro Siculo nacque as Agyrion, l'attuale Agira in provincia di Enna, nel 90 a.C. circa e morì nella stessa città nel 27 a.C. circa. Storico greco antico ha scritto una monumentale storia universale, la Bibliotheca historica.
    Su Diodoro Siculo sono state riportati alcuni episodi della vita, che hanno permesso di circoscrivere il periodo in cui è vissuto. Girolamo ha scritto che Diodoro fiorì nel 49 a.C. e Diodoro stesso nella sua opera ha parlato di un viaggio compiuto in Egitto durante la 180° Olimpiade, che si svolse tra il 60 e il 56 a.C. Durante questo viaggio Diodoro fu testimone di un particolare episodio: la popolazione chiedeva la pena di morte per un cittadino romano che aveva ucciso accidentalmente un gatto, animale sacro agli Egizi. Il dato storico sulla sua vita più recente, che è giunto fino a noi,  è la menzione della vendetta di Ottaviano sulla città di Tauromenium, colpevole di non avergli concesso l'aiuto necessario ad evitare la disfatta sul mare attorno al 36 a.C.
    Dall'opera di Diodoro sembra che non sapesse che l'Egitto diventò una provincia dell'Impero romano nel 30 a.C. e per questo motivo è presumibile che Diodoro pubblicò la sua opera prima di quella data. Diodoro stesso ha scritto di aver dedicato trent'anni della propria vita alla realizzazione della sua Biblioteca. Per questo si ipotizza che l'opera fu realizzata all'incirca tra dal 60 a poco prima del 30 a.C. Durante questi anni Diodoro fece numerosi viaggi in Europa e in Asia per le sue ricerche. Ma secondo alcuni storici l'autore non fece tutti i viaggi di cui parla, perché nella sua opera sono stati rilevati alcuni errori in cui difficilmente un testimone oculare sarebbe incorso.
    La Bibliotheca historica è presentata da Diodoro stesso come una storia universale dalle origini del mondo alle campagne di Cesare in Gallia e in Britannia. Originariamente era composta da 40 libri, suddivisi in pentadi e decadi, ma non si è conservata integralmente: a noi sono giunti i primi 5 libri su Egitto, Mesopotamia, India, Scizia, Arabia, Africa settentrionale, Grecia ed Europa; ed i libri XI-XX. Attraverso i vari frammenti rimasti e gli scritti, di epoca medievale, di Fozio e Costantino Porfirogenito, è possibile tuttavia riuscire a ricostruire l'impianto generale dell'opera. La parte finale dell'opera non è stata ritrovata e per questo motivo non si sa se Diodoro sia riuscito a narrare le campagne di Cesare, come intendeva fare, o se si sia fermato prima.
    Nel proemio della Bibliotheca historica Diodoro ha annunciato la finalità dell'opera: giovare a tutti gli uomini, garantendo loro la conoscenza di quella comune esperienza umana che è la storia e offrendo un insegnamento, esente da rischi, di ciò che è utile. Il progetto viene portato avanti costruendo quindi una antologia di fonti e di libri di altri autori, tra i qualiEcateo, Ctesia di Cnido, Eforo, Teopompo, Timeo, Duride, Ieronimo di Cardia, Polibio, Posidonio e gli annalisti romani.
    La sua opera è stata molto utile per gli studiosi moderni, dal momento che ha permesso di  recuperare testi di autori che erano andati perduti.
    Diodoro nella sua opera ha utilizzato la koinè, il greco colloquiale, nel quale si inseriscono a volte tratti classicistici in puro attico.
    Poggio Bracciolini fece nel 1472 una traduzione latina dei primi 5 libri, mentre la prima riproduzione del testo greco risale al 1535 e fu realizzata da Vincentius Opsopoeus(=Vincenzius Opsopeus), ma era limitata ai libri XVI-XX. La prima edizione completa, che riporta anche i frammenti dell'opera, fu l'Edizione di Stephanus del 1559.
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