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Dotazioni di dispositivi di protezione dai rischi

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  • Descrizione: Una componente molto importante della prevenzione secondaria è caratterizzata dall’adozione di artifici tecnici e/o procedurali, che modificano l’entità dell’esposizione ai rischi lavorativi, con il fine di ridurne la potenzialità di danno. Gli artifici tecnici e/o procedurali sono definiti Dispositivi di Protezione.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Una componente molto importante della prevenzione secondaria è caratterizzata dall’adozione di artifici tecnici e/o procedurali, che modificano l’entità dell’esposizione ai rischi lavorativi, con il fine di ridurne la potenzialità di danno.
    Gli artifici tecnici e/o procedurali sono definiti Dispositivi di Protezione.
    I dispositivi di protezione sono classificabili con differenti criteri, in funzione dei modi attraverso i quali riducono le potenzialità avverse dei rischi, dei momenti e delle sedi sulle quali questa riduzione si manifesta.
    In rapporto con i modi d’antagonizzazione dell’effetto avverso dei rischi, si possono distinguere:
    - dispositivi d’abbattimento dei rischi, per esempio, le barriere fonoassorbenti
    - dispositivi d’ausiliazione ai lavoratori, per esempio, i sollevatori meccanici.
    La classificazione per sedi è quella maggiormente diffusa, almeno a livello della conoscenza di massa, certamente nella sfera della regolamentazione normativa. Secondo questo criterio si riconoscono:
    - i dispositivi di protezione ambientale, siglati D.P.A., diretti a contenere i rischi alla fonte attraverso l’abbattimento dell’intensità, attivi contemporaneamente su tutti i lavoratori operanti nello stesso ambiente e nello stesso tipo d’attività
    - i dispositivi di protezione individuale, siglati in D.P.I, diretti a determinare un isolamento, parziale o totale, del singolo lavoratore dai rischi, in modo da ridurre l’intensità di essi.
    Una categoria “border-line” tra le due sopra enunciate è quella dei dispositivi di protezione organizzativa, siglati in D.P.O. Si tratta di misure prevalentemente procedurali, che riguardano l’organizzazione spaziale e temporale del lavoro, la regolamentazione dei carichi fisici e mentali, la strutturazione dei compiti lavorativi e dei profili di mansione.
    Un terzo criterio di classificazione è fondato sul tipo d’evento avverso antagonizzato. In questa maniera, i dispositivi di protezione sono distinti in presidi antinfortunistici, denominati anche “di sicurezza”, e presidi di contenimento.
    Per comprendere quali sono e come agiscono i dispositivi antinfortunistici, è necessario un breve accenno ai concetti d’incidente e d’infortunio.
    L’incidente è un evento successivo alla modifica o alla perdita dell’equilibrio tra le parti di un sistema, naturale o artificiale, prodotto da cause naturali non controllabili, da processi d’usura, da cause antropiche. L’accadimento di un incidente microscopicamente manifesto è funzione combinata dell’intensità degli eventi turbativi dell’equilibrio, della durata di essi, della resistenza inerziale del sistema all’azione perturbante.
    L’infortunio è un evento dannoso sull’uomo, più ampiamente sulle forme viventi, conseguente alla perdita dell’equilibrio di un sistema, con il quale la forma vivente è in diretto contatto. Anche l’accadimento dell’infortunio richiede la combinazione di variabili quantitative d’intensità e durata, quest’ultima intesa soprattutto come reiterazione del contatto con sistemi in equilibrio precario. Ad esse va aggiunta una variabile qualitativa di gran rilevanza, rappresentata dal modo con il quale avviene il contatto con il sistema suscettibile di perdita dell’equilibrio, comunemente definita come “sicurezza nell’esposizione”.
    Da quanto esposto deriva che i presidi di protezione antinfortunistica possono essere di tipo differente, a secondo del fine che essi si prefiggono di realizzare. Si possono, pertanto, distinguere:
    - stabilizzatori dell’equilibrio dei sistemi: si tratta di dispositivi tecnici atti a ridurre l’accadimento di incidenti e/o a ridurne l’entità, per esempio, le costruzioni antisismiche, i parafulmini, gli impianti di messa a terra dei circuiti elettrici
    - sistemi di contenimento spaziale ed energetico degli effetti di incidenti: artifici tecnici in grado di contenere le energie e tutte le altre cause di danno, liberate in caso d’incidente entro aree delimitate, che impediscono il contatto con le forme viventi, per esempio, gli incapsulamenti di ingranaggi e taglienti meccanici, gli impianti antincendio ad attivazione automatica
    - sistemi di protezione attivi direttamente sulle forme viventi, soprattutto sugli uomini: artifici tecnici che incrementano le resistenze inerziali agli effetti avversi degli incidenti, per esempio, le tute ignifughe ed adiabatiche, i guanti antitaglio, i caschi anticolpo.
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