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Epatite - Come si trasmette

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  • Descrizione: Il virus dell'epatite A viene eliminato dall’organismo dei soggetti infetti tramite le feci, per cui la trasmissione del virus è a circuito oro-fecale, per esempio quando si ingerisce qualcosa contaminato dalle feci di un individuo infetto. Questo può avvenire quando sono presenti condizioni di cattiva igiene, o bevendo acqua non controllata, di pozzo per esempio, a contatto con residui fecali, o cibo, per esempio i frutti di mare, immerso in acqua di mare o acqua dolce contaminata. L'epatite A ed E sono uguali, entrambe a trasmissione oro-fecale, entrambe senza tendenza alla cronicizzazione.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Il virus dell'epatite A viene eliminato dall’organismo dei soggetti infetti tramite le feci, per cui la trasmissione del virus è a circuito oro-fecale, per esempio quando si ingerisce qualcosa contaminato dalle feci di un individuo infetto. Questo può avvenire quando sono presenti condizioni di cattiva igiene, o bevendo acqua non controllata, di pozzo per esempio, a contatto con residui fecali, o cibo, per esempio i frutti di mare, immerso in acqua di mare o acqua dolce contaminata. L'epatite A ed E sono uguali, entrambe a trasmissione oro-fecale, entrambe senza tendenza alla cronicizzazione. Per l'epatite A è possibile fare un vaccino nel periodo precedente al contatto con il virus (dunque in fase di pre-esposizione al virus, come quando, per esempio, ci si appresta a fare viaggi in Paesi in cui il virus ha diffusione epidemica), ma è possibile anche fare un’immunizzazione post-esposizione tramite la somministrazione di Ig specifiche protettive anti-epatite A nel periodo post-esposizione. In ogni caso è difficile vengano somministrate le Ig (ciò non viene fatto a meno che non si sia certi di aver ingerito qualcosa che conteneva il virus dell’epatite A), per l’alto rischio di trasmissione di altre malattie che ciò comporta (è meglio correre il rischio di contrarre l’epatite A, che non altre infezioni a possibile trasmissione tramite le Ig).
    Il virus dell'epatite B, C, e D sono trasmessi tramite il sangue, i derivati del sangue e alcuni fluidi corporei. Ci sono dei fluidi corporei che hanno una concentrazione molto alta del virus, altri fluidi ce l’hanno più bassa. Nelle lacrime, per esempio, il virus dell’epatite B c'è, ma in una concentrazione così bassa che non può essere responsabile della trasmissione del virus. Ciò vale anche per i virus dell’epatite C e dell’AIDS. La trasmissione avviene per via percutanea o attraverso le mucose. Tutte e tre (epatite B, C, D) possono cronicizzare. Per l’infezione da epatite C è importante fare uno screening dei donatori di sangue. Bisogna valutare anche se coloro che donano il sangue hanno avuto delle modifiche dei loro comportamenti che possano porre a rischio per un’infezione da epatite B o C. Per questo prima di donare il sangue bisogna rispondere ad un questionario circa eventuali comportamenti assunti negli ultimi sei mesi che possano aver posto il rischio per un’infezione da epatite o altri virus importanti trasmissibili per via ematica. Per il virus dell'epatite B e D è possibile fare un'immunizzazione sia pre- che post-esposizione.
    Per la prevenzione contro l’epatite E bisogna assicurarsi sull'acqua che si beve, soprattutto nelle zone endemiche, in quanto non solo l’acqua di pozzo o non controllata può essere agente d’infezione, ma anche l’acqua che esce dai rubinetti (per esempio può bastare lavarsi i denti con l’acqua che esce dai rubinetti del bagno dell’hotel per contrarre un’epatite A o  E, soprattutto se si hanno lesioni a livello della cavità orale). Anche il ghiaccio può essere un rischio.
    Il virus dell'epatite A viene trasmesso attraverso il contatto con feci (in condizioni, dunque, di scarsa igiene), l'assunzione di cibi o acqua infetti. Esiste, ma è molto rara, la possibilità di trasmissione tramite il sangue (sono stati riscontrati alcuni casi tra i tossicodipendenti, o nell’ambito di trasfusioni non controllate: in alcuni pazienti con infezione acuta c’è una tale concentrazione di virus nel sangue che se esso, prelevato dal paziente infetto, viene iniettato ad un altro soggetto per via endovenosa, può determinare l’infezione da epatite A; i tossicodipendenti si infettano con virus diversi attraverso lo scambio di siringhe, perché, dopo la somministrazione della dose di droga per via endovenosa, aspirano il sangue per assicurarsi che tutte alla droga sia stata assunta, per cui non solo l’ago è infetto, ma rimane generalmente anche del sangue nella stessa siringa; per questo è stato molto importante, in alcuni Paesi, introdurre la distribuzione gratuita di siringhe tra i tossicodipendenti).
    Il virus dell'epatite A si riscontra nelle feci in quantità di superiore a 108/ml, nel siero 104/ml, nella saliva 102/ml (non è sufficiente per l’infezione), nelle urine non ce n’è affatto. La concentrazione del virus nelle lacrime non è nemmeno riportata.
    Il virus dell'epatite B viene trasmesso per via sessuale, con trasmissione perinatale (la madre infetta può trasmettere la malattia tramite la placenta), o tramite sangue. La concentrazione del virus dell’epatite B nei fluidi è molto alta nel sangue, nel siero, e negli essudati provenienti da ferite profonde (nel paziente operato, se c’è una ferita aperta o con pus, ci può essere una grande concentrazione); questi sono dunque in genere i veicoli d’infezione. La concentrazione del virus è poi più bassa nel liquido seminale e nelle secrezioni vaginali, nella saliva (qui la concentrazione cresce se ci sono ulcerazioni gengivali, dalle quali fuoriescono piccole quantità di sangue; è difficile stabilire quando la concentrazione del virus nella saliva dipende solo dal virus presente nella saliva, o anche da quello che eventualmente può giungervi tramite microsanguinamenti, per esempio dopo essersi lavati i denti); la concentrazione è ancora più bassa nelle urine, nelle feci, nel sudore, nelle lacrime, nel latte materno.
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