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Epilessia: classificazione

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  • Descrizione: Appare chiaro che esistono notevoli differenze tra le diverse espressioni dell'epilessia. Per questo motivo se ne č resa necessaria una classificazione, basata appunto sulla diversitą clinica delle crisi. Tra le varie proposte, una di particolare rilievo č quella elaborata dallo scienziato francese Henri GASTAUT, la cui validitą e funzionalitą č universalmente riconosciuta tanto da essere adottata oltre che dalla lega internazionale contro l'epilessia, anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanitą.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Appare chiaro che esistono notevoli differenze tra le diverse espressioni dell'epilessia. Per questo motivo se ne è resa necessaria una classificazione, basata appunto sulla diversità clinica delle crisi.
    Tra le varie proposte, una di particolare rilievo è quella elaborata dallo scienziato francese Henri GASTAUT, la cui validità e funzionalità è universalmente riconosciuta tanto da essere adottata oltre che dalla lega internazionale contro l'epilessia, anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
    È opportuno ricordare che, nell'elaborazione di questa classificazione, si è tenuto conto di vari fattori tutti estremamente importanti quali:
    - sintomi clinici;
    - quadro critico dell'E.E.G.;
    - quadro intercritico dell' E.E.G.;
    - localizzazione anatomica responsabile dell'epilessia;
    - eziologia;
    - età caratteristica di ogni tipo di epilessia.
    Le crisi parziali sono quelle crisi che hanno origine in una delimitata popolazione neuronale. In questo caso i quadri critici dell'E.E.G. sono ristretti ad una limitata regione corticale. La sintomatologia clinica di queste crisi può essere elementare o complessa.
    - Per quanto riguarda la Sintomatologia elementare, non verificandosi un'alterazione della coscienza si può dire che la persona "assiste alle crisi". La sintomatologia elementare può riguardare crisi motorie, sensoriali, vegetative e combinate. Tra le più importanti, nonché frequenti bisogna citare:
    - le Crisi somato-motorie o JACKSONIANE: alla base di queste crisi vi sono quasi sempre lesioni provocate generalmente da traumi, encefalopatie, tumori. Consistono in contrazioni ritmiche, che hanno origine inizialmente in un determinato distretto muscolare per diffondersi poi rapidamente a tutto l'emilato. La durata di queste crisi è estremamente variabile, va infatti da pochi minuti, ad ore se non addirittura a giorni.
    - le Crisi avversative: assai frequente soprattutto durante l'infanzia. Consistono nell'azione coniugata degli occhi, del capo e spesso anche del tronco verso il lato opposto a quello del cosiddetto focolaio epilettogeno.
    - le Crisi afasiche: caratterizzate da una temporanea incapacità di loquela, determinate dal fatto che il focolaio epilettogeno si localizzi in prossimità della zona verbo/motoria.
    - le crisi somato sensitive: costituite da parestesie, prima limitate, poi successivamente diffuse.
    - le crisi sensoriali: caratterizzate da disturbi sensoriali di varia natura: visivi, uditivi, olfattivi ed in rari casi anche vertiginosi.
    Passando alla Sintomatologia complessa, durante queste crisi si ha una brusca degradazione dello stato di coscienza, che tuttavia non raggiunge i gradi più profondi. Si suddividono in: perdita di coscienza isolata, crisi cognitive, crisi affettive, crisi psicosensoriali, crisi psicomotorie e crisi combinate.
    Le manifestazioni esteriori di questo tipo di crisi sono estremamente complesse, quasi sempre comunque di natura psicopatologica. Si caratterizzano inoltre per la presenza di automatismi motori di tipo mimico, gestuale, deambulatorio. Generalmente i pazienti non serbano ricordo alcuno al risveglio, di quanto ha avuto luogo durante la crisi.
    Le crisi generalizzate sono quelle crisi in cui la scarica non ha origine in una ristretta area neuronale, ma se non in tutta la sostanza grigia, nella sua maggior parte, e comunque simultaneamente sui due emisferi. Si caratterizzano per la perdita di coscienza, e per i disturbi motori bilaterali e quasi sempre simmetrici. Le principali forme sono: crisi cloniche, crisi toniche, crisi tonico-clonica o “grande male”, crisi semplici, assenze, crisi complesse, crisi atoniche, crisi acinetiche. Tra le forme più comuni di epilessia generalizzata, che si manifesta generalmente non prima del quarto anno di vita, con una sintomatologia clinica alquanto clamorosa, vi è la crisi tonico/clonica altrimenti definita di grande male. Tali crisi sono clinicamente caratterizzate da un complesso di sintomi che generalmente si susseguono nel seguente ordine:
    - perdita della coscienza, molto spesso accompagnata da un grido provocato dalla contrazione del diaframma con la forzata emissione dell'aria a glottide chiusa;
    - caduta al suolo e successivi fenomeni motori generalizzati (fase tonica e clonica).
    La Fase tonica è una fase estremamente breve, della durata di 15/20 secondi, consistente in uno stato di contrattura muscolare generalizzata che di per sé provoca anche un temporaneo arresto del respiro con relativa cianosi.
    La Fase clonica è caratterizzata da brusche contrazioni dell'intera muscolatura con prevalenza degli arti inferiori e superiori. Si verificano poi contemporaneamente altri fenomeni quali rotazione dei bulbi oculari verso l'alto; emissione di una bava sanguinolenta provocata dalle involontarie morsicature della lingua; incontinenza, le crisi sono infatti quasi sempre accompagnate da perdita di urina. Segue poi uno stato di generale ipotonia, di un sonno profondo di variabile durata. Il soggetto colpito al risveglio non ricorda nulla di quanto successo. In alcuni casi l'insorgere delle crisi può coincidere, o per meglio dire è facilitata dal sonno.
    All'epilessia generalizzata, sono riconducibili anche le crisi cosiddette di "piccolo male".
    Le crisi unilaterali sono quelle crisi, caratterizzate da una scarica neuronale, se non completamente generalizzata comunque estremamente diffusa, che è comunque predominante in un emisfero ed alle relative connessioni circuitali. Possono essere cloniche, atoniche o combinate.
    Le crisi non classificabili sono quelle crisi, che per carenza di conoscenza non sono in alcun modo classificabili.
    Una nota a sé merita infine lo stato di male epilettico, condizione patologica di emergenza che porta, in taluni casi, anche alla morte del paziente. Tale stato è caratterizzato dal susseguirsi di crisi epilettiche che subentrano quando la crisi precedente non si è esaurita. Le crisi posso indifferentemente essere: generalizzate; unilaterali o parziali; oppure combinate.
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