Controllo utente in corso...

Scheda Appunto MP3

Epilessia: il rapporto individuo ambiente

Appunto Audio

Share 6 min 44 sec
  • Descrizione: Vista da una diversa angolazione, l'epilessia può dunque considerarsi come un handicap su base organica che limita ampiamente l'autonomia e la vita di relazione dell'individuo. Per poter perfettamente comprendere i problemi suscitati non bisogna interpretarla in senso strettamente neurologico, bensì in una più ampia prospettiva che sia anche di ordine psicologico.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Vista da una diversa angolazione, l'epilessia può dunque considerarsi come un handicap su base organica che limita ampiamente l'autonomia e la vita di relazione dell'individuo.
    Per poter perfettamente comprendere i problemi suscitati non bisogna interpretarla in senso strettamente neurologico, bensì in una più ampia prospettiva che sia anche di ordine psicologico. Ed infatti quando si intende effettivamente accostarsi alla "persona epilettica" nella sua globalità e dunque non semplicemente al fenomeno della convulsività, bisogna voler affrontare una situazione clinica, che è estremamente complessa ed è al contempo di ordine sia neurologico che psicologico. In quest'ottica, la sintomatologia clinica, spesso drammatica e critica, va intesa come uno, tra i tanti fenomeni della malattia, che può essere particolarmente utile soprattutto ai fini terapici, ma che non racchiude in sé tutta quanta la complessità della situazione. In stretta relazione al tipo di epilessia, il soggetto colpito è più o meno attore e spettatore delle crisi, nel senso che assiste in prima persona, alla modificazione della propria immagine sia fisica che psichica, durante la crisi stessa, ma che la "vede" anche nello sguardo di chi gli sta intorno, di chi lo circonda e che viene coinvolto, spesso suo malgrado, in questi episodi caratterizzati soprattutto dall'imprevedibilità e della repentinità. Ne conseguono ovviamente alterazioni della personalità o per lo meno l'insorgenza di disturbi psicopatologici secondari.
    Tali disturbi generalmente associati all'epilessia, consistono in alterazioni psichiche strettamente correlate al tipo di crisi e sono distinti dai vari autori in TRANSITORI o CRITICI e PERSISTENTI o INTERCRITICI.
    I primi sono, come si evince dalla classificazione, strettamente collegati alla sintomatologia critica, i secondi sono invece disturbi psichici ma che generalmente si riscontrano al di fuori delle crisi.
    La valutazione di questo secondo tipo di alterazioni è altamente influenzata oltre che da valutazioni di natura scientifica, anche e forse soprattutto, da considerazioni di ordine culturale in senso lato. Essi sono tuttavia riconducibili a due tipi essenziali, quelli cioè riguardante l'INTELLIGENZA e la PERSONALITà. Si determinano dunque, generalmente dei problemi di comportamento che sono strettamente legati all'epilessia.
    A prescindere dal diverso tipo e dalla maggiore o minore gravità della sindrome clinica, il soggetto "epilettico" vive solitamente in uno stato di dipendenza non solo del gruppo familiare, ma anche dei vari gruppi sociali che ne vicariano le funzioni. La sua condizione psicologica, ma anche psico-sociale è estremamente contraddittoria a causa di determinati fattori. Abbiamo definito l'epilessia come un handicap su base organica che costituisce in ogni caso, una menomazione dell'autonomia personale del soggetto colpito.
    La condizione psicologica del soggetto epilettico è essenzialmente assai ambigua in quanto tale soggetto non presenta tratti esteriori che manifestano visibilmente la sua condizione morbosa, come nel caso di soggetti Down o portatori di altre minorazioni psicosensoriali. In questi casi la menomazione rende palese la condizione patologica di chi ne è portatore, ne stigmatizza la diversità ed è indice al contempo dell'emarginazione sociale cui il soggetto è condannato. Tutto ciò non si verifica nel soggetto epilettico. Eppure nonostante tutto anche per lui, ancora oggi e molto più spesso di quanto non si creda, esiste in maniera concreta, la realtà dell'isolamento sociale. La spiegazione di tale fenomeno è in un certo senso assai semplice.
    Nel caso specifico l'handicap non è costantemente preavvertito, ma può improvvisamente esplodere in tutta la sua drammaticità. Ed è proprio questa sua subitanea manifestazione che inibisce, nella maggior parte dei casi, una relazione matura tra il gruppo ed il soggetto.
    Abbiamo già visto che la manifestazione più evidente dell'epilessia è rappresentata dalla crisi e che, questa è generalmente accompagnata da una perdita più o meno breve di coscienza. Il soggetto colpito dunque, perde anche se abbastanza brevemente il controllo della volontà del suo io. Queste alterazioni dello stato di coscienza determinano così una momentanea interruzione nel senso di continuità del suo vissuto personale. Egli non ha elementi per riempire questi "buchi neri" se non con quanto gli viene riferito con racconti venati di stupore, se non di repulsione, da chi gli era vicino. Nel suo tessuto emozionale è evidente a questo punto, una modificazione del senso di identità, del proprio io, e l'insorgenza di ostinati ed ambivalenti reazioni di difesa e sentimenti di colpa o meglio forse di impotenza nei confronti di quella forza intrinseca essenzialmente malvagia e distruttiva, che ha il potere di modificare gli stati d'animo oltre che le reazioni dell'ambiente e che viene percepita come minacciosa per la propria sicurezza.
    Da tutto quanto detto emerge così che non esiste e che non si deve parlare di un "tipo psicologico epilettico" ma più correttamente di strutture di carattere diverse, determinate ovviamente dal proprio individuale vissuto, dai rapporti interpersonali intessuti, dalla maggiore o minore capacità di accettare il fenomeno per quello che è, ed infine dal tipo di epilessia caratteristica del soggetto.
Carica un appunto Home Appunti
Pagina eseguita in 0.531315088272 secondi