Descrizione:Per comprendere bene come avviene l'epilessia, č necessaria una breve parentesi destinata a descrivere, seppur sommariamente, l'attivitā elettrofunzionale cerebrale. L'elettroencefalogramma (E. E. G.) č una tecnica diagnostica assolutamente indolore, che consiste in una registrazione grafica dell'attivitā elettrica delle cellule nervose cerebrali, grazie a degli elettrodi che, posti sul cuoio capelluto, permettono di "leggere" sul tracciato l'elettrogenesi delle differenti regioni cerebrali.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Per comprendere bene come avviene l'epilessia, è necessaria una breve parentesi destinata a descrivere, seppur sommariamente, l'attività elettrofunzionale cerebrale. L'elettroencefalogramma (E. E. G.) è una tecnica diagnostica assolutamente indolore, che consiste in una registrazione grafica dell'attività elettrica delle cellule nervose cerebrali, grazie a degli elettrodi che, posti sul cuoio capelluto, permettono di "leggere" sul tracciato l'elettrogenesi delle differenti regioni cerebrali. L'elettroencefalogramma ha apportato un prezioso contributo per lo studio dell'epilessia. La sua importanza risiede nel fatto che, grazie ad esso, è possibile registrare eventuali alterazioni dell'elettrogenesi cerebrali anche quando non si raggiunge il parossismo, quando cioè non si verifica una crisi, ma tuttavia si hanno fenomeni di scarica che hanno significato di epilettogenecità. È appunto grazie a questo esame che è stato dimostrato che in un soggetto sano, in condizioni normali, solo un determinato numero non elevato di neuroni funziona all'unisono, mentre contemporaneamente altri presentano un'attività elettrica. Quest'ultima risulta essere desincronizzata durante lo stato di veglia, sarà modicamente sincronizzata in un individuo a riposo, ed altamente sincronizzata durante il sonno.
Recenti ricerche neurofisiologiche hanno inoltre localizzato nella formazione reticolare del tronco encefalico, alcuni sistemi neuronali talamici in grado di regolare il ritmo dei potenziali corticali, in altre parole in grado di regolare e sincronizzare l'attività elettrica cerebrale.
Al contrario, nel soggetto epilettico, nello stato di veglia e durante una crisi, l'attività dei neuroni appare ipersincrona, cioè il tracciato elettroencefalico risulta essere sincronizzato.
In stretta connessione alla zona dalla quale origina l'attività convulsiva, le crisi possono dividersi in crisi focali, crisi focali secondariamente generalizzate, crisi primitivamente generalizzate.
Le crisi focali possono interessare:
- Strutture deputate a funzioni motorie: in tal caso la repentina attivazione dei neuroni motori, scatena una brusca iperattività dei muscoli funzionalmente dipendenti (clono muscolare);
- Strutture deputate a funzioni sensitive: ne derivano conseguentemente disturbi sotto forma di parestesia o, di allucinazione, o ancora crisi uditive (sensazioni di rumori assordanti, alterazione dei suoni stessi), crisi olfattive, gustative, vertiginose;
- Gruppi di neuroni vegetativi: ne conseguono corrispondenti manifestazioni di natura vegetativa.
Le crisi focali secondariamente generalizzate si verificano invece quando la scarica di attività convulsiva, partendo dal focolaio primitivo, raggiunge successivamente il sistema centroencefalico. Si verificano in tal caso crisi generalizzate che comportano generalmente una brusca e totale sospensione dello stato di coscienza, turbe neurovegetative, fenomeni di natura motoria.
Le crisi primitivamente generalizzate si verificano quando la scarica insorta, originariamente, a livello del sistema centroencefalico si generalizza in seguito, all'intero encefalo.