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Era neotecnica nata dalla energia elettrica

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  • Descrizione: L'era paleotecnica era nata dal carbonfossile. Il fatto che la macchina a vapore risultava tanto più economica quanto più era grossa, spinse gli imprenditori a concentrare gli operai in grandi fabbriche. E poiché si poteva ottenere un ulteriore risparmio tenendo costantemente le caldaie sotto pressione, fu ideato il ciclo continuo di lavoro con il sistema dei turni e la conseguente moltiplicazione della manodopera impiegata. Questi fattori portarono alla nascita di vaste concentrazioni, specie in aree ricche di bacini carboniferi.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: L'era paleotecnica era nata dal carbonfossile. Il fatto che la macchina a vapore risultava tanto più economica quanto più era grossa, spinse gli imprenditori a concentrare gli operai in grandi fabbriche. E poiché si poteva ottenere un ulteriore risparmio tenendo costantemente le caldaie sotto pressione, fu ideato il ciclo continuo di lavoro con il sistema dei turni e la conseguente moltiplicazione della manodopera impiegata. Questi fattori portarono alla nascita di vaste concentrazioni, specie in aree ricche di bacini carboniferi.
    La fine del XIX secolo segna la seconda rivoluzione industriale basata sull’utilizzazione dell'elettricità, che apre l'era neotecnica. L'elettricità è una nuova forma di energia facile da trasportare a grandi distanze, e perciò utilizzabile in industrie molto lontane dalle fonti energetiche. L'elettricità ha annullato uno dei più forti vincoli di localizzazione delle industrie e ha permesso di generalizzare la divisione del lavoro e di impiantare industrie in funzione delle capacità imprenditoriali e della disponibilità di manodopera, cioè del binomio capitale-lavoro.
    Paesi poveri di carbone ma ricchi di fiumi hanno avviato un processo di industrializzazione utilizzando i salti d'acqua con turbine idrauliche per produrre energia idroelettrica. A loro volta il carbone e gli altri combustibili hanno conosciuto una crescente utilizzazione in apposite centrali per produrre energia termoelettrica.
    Nell'era neotecnica l'impegno a mantenere il passo del progresso tecnologico costrinse sia le imprese private sia quelle pubbliche a ricorrere al credito bancario. Un'importante via per il finanziamento di imprese industriali fu la nascita di società per azioni; successivamente, con lo sviluppo del mercato e del credito, prese corpo la tendenza alla coalizione tra ditte diverse (trust) o ad accordi commerciali tra ditte dello stesso ramo (cartello), allo scopo di eliminare la concorrenza.
    Il capitale finanziario, basato sulla compenetrazione tra banche e industrie, allargò il raggio di investimenti e di profitti anche all'estero, indirizzandosi verso i paesi economicamente arretrati. In questi paesi i bassi salari e la larga disponibilità di materie prime erano condizioni favorevoli ad elevati profitti per le imprese; la protezione politica e militare della madrepatria erano una copertura e una garanzia contro eventuali rischi.
    Le condizioni create dal capitalismo monopolistico portarono le imprese a razionalizzare lo sfruttamento del lavoro mediante la regolamentazione del ritmo operativo e la compartimentazione delle fasi di produzione. Ogni reparto produce un pezzo determinato in migliaia di esemplari identici; per ottenere il prodotto finito i diversi pezzi vengono "assemblati" nello stesso ordine, lungo il percorso della catena di montaggio. Con l'avvento dell’organizzazione scientifica del lavoro, chiamata fordismo perché propugnata da Henry Ford, il processo produttivo si segmenta ulteriormente e il lavoro intellettuale si separa da quello manuale non solo in termini funzionali ma anche topograficamente.
    Per diminuire i costi, si mira a limitare il numero dei modelli e a fabbricare un enorme numero di esemplari di uno stesso tipo (standard). I più recenti progressi tecnici derivano dai procedimenti di automazione.
    Nei paesi industriali sopravvivono alcune forme di artigianato: questi articoli vengono prodotti in esemplari singoli e sono molto costosi. Nei paesi sottosviluppati l'artigianato rappresenta una parte notevole della produzione manifatturiera.
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