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Fortuna del teatro plautino

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  • Descrizione: Le 21 commedie che risalivano alla scelta canonica di Varrone continuarono ad essere ricopiate per tutto il Medioevo, ma la lettura diretta di Plauto rimase un fatto eccezionale. Dalla generazione di Petrarca, una parte delle commedie plautine comincị a conoscere una buona diffusione; dal 1492 tornarono in circolazione tutte le commedie “varroniane”.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Le 21 commedie che risalivano alla scelta canonica di Varrone continuarono ad essere ricopiate per tutto il Medioevo, ma la lettura diretta di Plauto rimase un fatto eccezionale.
    Dalla generazione di Petrarca, una parte delle commedie plautine cominciò a conoscere una buona diffusione; dal 1492 tornarono in circolazione tutte le commedie “varroniane”. Comincia il lavoro filologico sul testo di Plauto e rinasce la passione per questo autore intesa come fatto teatrale.
    La commedia umanistica visse di adattamenti e libere trasformazioni dei modelli plautini: si sviluppò un teatro in latino e, nel ‘500, un teatro italiano.
    Tra ‘500 e ‘700, la fortuna di Plauto è intrecciata con lo sviluppo del teatro comico europeo. Una figura-chiave del teatro plautino, il servo astuto, è servita come spia per disegnare l’evoluzione della commedia e dell’opera buffa.
    Plauto rimase per lunghissimo tempo estraneo alla tradizione dell’insegnamento. Le ragioni di questa poca fortuna scolastica sono molteplici: lingua, stile e metrica risultano troppo difficili; l’insegnamento normativo della grammatica e dello stile latino si basava, inoltre, su altri autori; i temi e le trame delle commedie si prestavano male ad un insegnamento rivolto a fornire esempi di moralità e di serietà.
    Nel ‘600 e nel ‘700, l’ondata del Classicismo propose diversi modelli di comicità e di forma teatrale.
    Lessing, autore teatrale tedesco del ‘700, recuperò nelle sue teorie estetiche i valori della comicità plautina.
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