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Gotico - Pittura ed arti decorative

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  • Descrizione: Sino al XIII secolo la pittura gotica fu caratterizzata da estrema stilizzazione e ricchezza di elementi decorativi. Poco interessati a una rappresentazione realistica della profonditą spaziale, quanto invece preoccupati di rendere chiaramente il valore dei soggetti sacri raffigurati, gli artisti elaborarono composizioni in cui le dimensioni dei singoli personaggi erano proporzionali alla loro importanza, non agli elementi del contesto o alle altre figure.
  • Tipologia: Superiori
  • Testo completo: Sino al XIII secolo la pittura gotica fu caratterizzata da estrema stilizzazione e ricchezza di elementi decorativi. Poco interessati a una rappresentazione realistica della profondità spaziale, quanto invece preoccupati di rendere chiaramente il valore dei soggetti sacri raffigurati, gli artisti elaborarono composizioni in cui le dimensioni dei singoli personaggi erano proporzionali alla loro importanza, non agli elementi del contesto o alle altre figure. In Italia si sviluppò una tradizione indipendente rispetto al resto d'Europa, che dapprima si rifece all'eredità classica e bizantina, e in seguito accolse le innovazioni introdotte da Cimabue, Giotto e dalla pittura senese del XIII-XIV secolo (Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Pietro Lorenzetti e suo fratello Ambrogio): se le sperimentazioni dei due fiorentini sulla resa del volume e della profondità aprirono la strada all’arte rinascimentale del Quattrocento, le esperienze dei senesi avrebbero avuto una grande influenza sullo sviluppo del gotico internazionale.
    Nel corso del XIII secolo le arti decorative risentirono ampiamente, in Francia, della coeva architettura ecclesiastica e dell’arte delle vetrate. Un esempio è rappresentato dai medaglioni miniati che illustrano le Bibles moralisées, del terzo decennio del secolo, che imitano chiaramente i motivi presenti nelle vetrate. Nel Salterio di Luigi IX, compilato dopo il 1255, le cornici culminanti in un timpano con rosone che racchiudono le miniature sono ispirate all’esterno della Sainte-Chapelle. A partire dal 1250, lo stesso stile raffinato e lineare si manifesta sia nelle statue monumentali sia nelle piccole figure in avorio: si consideri l'elegante statuetta in avorio della Vergine con il Bambino della Sainte-Chapelle (1265 ca. ora al Louvre, Parigi), modellata sull'esempio dell'imponente statua del portale inferiore della cappella. Le arti decorative acquisirono maggiore autonomia nel XIV secolo in Renania; in generale la scultura tedesca fu caratterizzata da opere di grande forza espressiva, tanto nelle statue della scuola di Costanza quanto nelle croci del medio corso del Reno, nelle quali si offre una straziante raffigurazione del Cristo sofferente.
    Nel terzo decennio del secolo l’arte della miniatura conobbe una straordinaria svolta grazie all’opera di Jean Pucelle, attivo a Parigi; nel suo Breviario di Belleville (1323-1326, Bibliothèque Nationale, Parigi) le lettere, le illustrazioni e le cornici si dispongono sulla pagina secondo un progetto armonico e coerente, rappresentando un modello per i miniaturisti dei decenni successivi.
    Dopo essere stata il principale centro dell'arte gotica europea, intorno alla metà del XIV secolo Parigi perse questo indiscusso primato, in seguito al diffondersi del flagello della peste nera e allo scoppio della guerra dei Cent'anni.
    Il gotico internazionale, del quale Pucelle può essere considerato un precursore, fu caratterizzato da elegante linearismo, preziosi accordi cromatici, ricchezza di dettagli e attenzione naturalistica ai particolari; verso la metà del XIV secolo si assistette inoltre all’introduzione nella pittura gotica dei principi della prospettiva, messi a punto dagli artisti rinascimentali italiani. Negli ultimi decenni del Quattrocento anche la miniatura, specialmente a Parigi, si orientò alla resa della dimensione spaziale, prendendo definitivamente le distanze dalle concezioni figurative medievali. Tale declinazione realistica dell’arte nell’Europa del Nord coincise di fatto con lo sviluppo in quei paesi della cultura rinascimentale: con riferimento a questo periodo dell’arte nordica (sia nella pittura sia nella scultura) si usa talvolta il termine tardogotico, che indica tuttavia una realtà ben diversa dal gotico dei secoli precedenti e, in effetti, un suo superamento.
    La scultura gotica nordeuropea rimase sostanzialmente estranea all'influenza dell'arte del primo Rinascimento italiano; a Digione, intorno al 1400, Claus Sluter eseguì per Filippo l'Ardito, duca di Borgogna, alcune delle più importanti opere scultoree del tardogotico. Per la tomba del duca (iniziata nel 1385, Musée des beaux arts, Digione) realizzò statue connotate da intensa tristezza; nel gruppo scultoreo del Pozzo di Mosè (1395-1404) rappresentò sei profeti in uno stile realistico intriso di alta spiritualità.
    Attorno al 1500, con le opere di Michel Colombe e dei manieristi della scuola di Troyes in Francia, e con le realizzazioni di Tilman Riemenschneider, Veit Stoss e Adam Kraft in Germania, si concluse il periodo della scultura gotica.
    Il cosiddetto gotico fiammeggiante rappresenta l'ultima fase dell'architettura gotica in Francia. Le esuberanti decorazioni tipiche di questo stile interessarono soprattutto l'esterno degli edifici; gli interni subirono invece in generale una semplificazione, con l'eliminazione dei capitelli da tutti i pilastri, ridotti a meri supporti. Il fulcro dell’apparato ornamentale si spostò sulle volte, che si complicarono e articolarono in un fitto intreccio di nervature.
    Nato nell'ultimo ventennio del XIV secolo con l'opera dell'architetto francese Guy de Dammartin, lo stile fiammeggiante si sviluppò pienamente solo dopo la fine della guerra dei Cent'anni (1453), quando in Francia prese il via un'intensa attività edilizia. Le maggiori espressioni di questo stile architettonico, caratterizzato da curve rovesciate, decorazioni a forma di fiamma (da cui il nome) e strutture esili, si collocano alla fine del XV secolo e nel trentennio successivo: risalgono a questo periodo le opere di Martin Chambiges e del figlio Pierre, tra le quali ricordiamo le facciate della cattedrale di Troyes e quelle del transetto di Senlis e Beauvais. Diffusosi dalla Francia in tutta l'Europa continentale, il gotico fiammeggiante dette vita alle interpretazioni più ardite in Spagna, mentre in Portogallo, durante il regno di Manuele I (1495-1521), venne sviluppandosi in uno stile nazionale, caratterizzato dalla presenza di motivi esotici, chiamato stile manuelino.
    In Inghilterra, in luogo dello stile fiammeggiante, si affermò tra il XIV secolo e l'inizio del XVI una particolare variante del gotico, detta stile perpendicolare, il cui capolavoro assoluto è rappresentato dalla cappella del King's College di Cambridge (iniziata nel 1443). Caratterizzato da strutture verticali rettilinee, pannelli e pareti traforati secondo disegni ortogonali, e soprattutto volte a ventaglio articolate in complesse nervature, questo stile è magnificamente esemplificato anche nel chiostro della cattedrale di Gloucester (1351-1408) e nella Lady Chapel (detta anche cappella di Enrico VII) dell'abbazia di Westminster (1503-1519).
    Nel periodo del tardogotico furono costruiti numerosi edifici civili; si segnalano, in particolare, quelli realizzati in Belgio, fra i quali il Municipio di Lovanio (1448-1463) e quello di Oudenaarde (1526-1530). In Inghilterra e Francia gli austeri manieri del XII e del XIII secolo, dalle forme in parte ispirate all'architettura religiosa gotica, furono gradualmente sostituiti, verso la fine del XIV secolo, da castelli e imponenti palazzi, nei quali furono approntate grandi innovazioni architettoniche: ricordiamo ad esempio il Palazzo dei Papi di Avignone.
    Dal tardo XV secolo fino al secondo decennio del XVI secolo in Francia furono costruiti numerosi castelli, come quelli di Amboise (1483-1501) e di Blois (1498-1515), lungo la Loira. La principale caratteristica degli esterni è rappresentata dai lucernari, cui si affiancano, come nella facciata del Palazzo di Giustizia di Rouen (1508), eleganti archi rampanti.
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