I Beni Demaniali E Il Diritto Di Proprieta - Podcast gratis Studenti.it

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I beni demaniali e il diritto di proprieta

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  • Descrizione: Una delle opere del ventennio fascista č l’attuale Codice Civile, che č datato 1942, quindi nasce quando il regime cade, ma č frutto di tutta la legislazione precedente. Il Codice del 1942 introduce il concetto di “demanio”. In generale, il demanio pubblico č il complesso dei beni di proprietŕ pubblica, destinati alla soddisfazione di interessi pubblici, e sottoposti ad un particolare regime giuridico.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Una delle opere del ventennio fascista è l’attuale Codice Civile, che è datato 1942, quindi nasce quando il regime cade, ma è frutto di tutta la legislazione precedente. Il Codice del 1942 introduce il concetto di “demanio”. In generale, il demanio pubblico è il complesso dei beni di proprietà pubblica, destinati alla soddisfazione di interessi pubblici, e sottoposti ad un particolare regime giuridico. Anche gli enti pubblici possono essere proprietari di beni, ma in generale questi beni sono sottoposti ad un determinato regime, non solo ad un regime particolare di disciplina, ma anche a leggi che impediscono l’utilizzo di questi beni al di fuori delle finalità prescritte, cioè la soddisfazione di esigenze pubbliche. La distinzione fra demanio e patrimonio è solo formale e di appartenenza: i beni demaniali sono solo di proprietà di enti pubblici territoriali, come i Comuni, le Province e le Regioni; i beni patrimoniali possono appartenere anche ad enti non territoriali. Sono entrambi beni strumentali perché devono soddisfare interessi pubblici.
    I beni demaniali sono sottoposti ad un particolare regime che li rende indisponibili, cioè lo Stato non può venderli. Del demanio fanno parte i lidi marini, i fiumi, le spiagge, i torrenti, le rade portuali, i laghi e le acque di interesse pubblico, le opere destinate alla difesa nazionale. Lo Stato può però dare alcuni beni demaniali in concessione: non si priva della proprietà ma consente l’uso di quel bene ad un soggetto privato. Allo stesso modo sono beni demaniali, cioè che non possono essere di proprietà privata, le acque di pubblico interesse, ma alcuni tratti di esse possono essere dati in concessione. Tutti questi beni non possono essere di proprietà privata.
    Il Codice Civile, agli art. 822 e 824, include nel demanio gli immobili riconosciuti di interesse storico, artistico, archeologico, e le raccolte di musei, pinacoteche, archivi, biblioteche.
    Il regime della proprietà dei beni culturali è un regime molto particolare; questi beni si possono suddividere in:
    - beni che appartengono allo Stato;
    - beni di proprietà di privati (singoli cittadini o enti);
    - beni di proprietà degli enti ecclesiastici.
    L'ultima categoria rientrerebbe in quella dei beni appartenenti a privati, ma merita una considerazione a sé stante perché sui beni ecclesiastici grava anche un interesse religioso.
    I beni culturali sono inoltre soggetti ad un regime di inalienabilità, cioè quel regime giuridico che si riferisce essenzialmente al diritto di proprietà. Il trasferimento della proprietà per quanto riguarda i beni culturali avviene secondo modalità diverse: ad esempio a titolo derivativo, che può avvenire per contratto o a causa morte. Secondo il titolo derivativo, il bene deriva da un altro soggetto, che può essere un venditore, proprietario di quel bene. Un’altra modalità di acquisizione del bene è quella a titolo originario: il diritto di proprietà non deriva da un altro soggetto. Un primo modo di acquisizione a titolo originario è la cosiddetta occupazione, che riguarda soltanto le “cose di nessuno”, cioè le cose mobili che sono state abbandonate da altri. La seconda forma di acquisto a titolo originario è l’invenzione di cose smarrite (dal latino inventio, cioè “scoperta”), che può indicare tanto il ritrovamento di una cosa smarrita, quanto una scoperta archeologica o scientifica, o il ritrovamento di un tesoro, che deve essere nascosto o sotterrato, che appartiene al proprietario del fondo in cui esso è stato trovato. Nei modi di acquisto a titolo originario rientra l’accessione, che avviene quando due o più cose  di proprietari diversi vengono unite in modo tale che poi non si possano più separare senza danno; uno solo è il proprietario, stabilito a seconda dei casi, e questo è tenuto a dare all’altro una sorta di indennità. L’accessione riguarda il suolo, con tutto ciò che è costruito su di esso, e il sottosuolo. L’accessione è quindi una forma di espansione della proprietà: talora è una parte di bene immobile che viene ad unirsi ad un altro immobile; ci può essere l’accessione di mobile a immobile; oppure un bene mobile viene ad unirsi ad un altro bene mobile. Il quarto modo di acquisizione a titolo originario è la specificazione, che avviene quando qualcuno crea un manufatto con del materiale altrui: in questo caso c’è il diritto di prevalenza al lavoro e non al materiale, che però viene risarcito. L’ultimo modo d’acquisto a titolo originario è l’usucapione, che consiste nell’acquisto della proprietà attraverso il possesso di un bene mobile o immobile per un determinato periodo di tempo, e caratterizzato dalla buona fede del possessore. I beni demaniali non si possono usucapire.
    Il possesso, secondo la legge, deve essere di almeno 10 anni per i beni mobili, di 20 anni per i beni immobili, e 20 anni per l’universalità di beni mobili, cioè un insieme di beni che hanno una destinazione comune. Per quanto riguarda le “cose”, nel nostro ordinamento esiste la regola secondo cui “possesso vale titolo”: se si possiede un oggetto mobile, l’ordinamento presume che si sia titolari di quell’oggetto finché non viene dimostrato il contrario.
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