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I climi

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  • Descrizione: Il clima è l’insieme delle condizioni atmosferiche che si verificano con una certa costanza nelle diverse regioni del mondo. Per definire il clima si prendono in considerazione tre fattori: temperatura, precipitazioni ed umidità. Nel 1918 l'austriaco Wladimir Koppen distinse 5 principali climi, distribuiti secondo incrementi di latitudine dall’equatore ai poli: - tropicali umidi, - aridi, - temperati, - boreali, - polari.
  • Tipologia: Università
  • Testo completo: Il clima è l’insieme delle condizioni atmosferiche che si verificano con una certa costanza nelle diverse regioni del mondo. Per definire il clima si prendono in considerazione tre fattori: temperatura, precipitazioni ed umidità.
    Nel 1918 l'austriaco Wladimir Koppen distinse 5 principali climi, distribuiti secondo incrementi di latitudine dall’equatore ai poli:
    - tropicali umidi
    - aridi
    - temperati
    - boreali
    - polari.
    Ogni divisione era poi a sua volta distinta in altre due suddivisioni a seconda del grado di aridità o intensità del freddo ecc.
    I climi tropicali umidi sono caratterizzati da: assenza dell’inverno e temperatura media di 26° C. Sono presenti nell’area tra i due Tropici. Si dividono in tropicale equatoriale della foresta pluviale e tropicale della savana. Il clima tropicale equatoriale della foresta pluviale è caratterizzato da: temperature alte, ridotta escursione termica, precipitazioni abbondanti e frequenti. Il clima tropicale della savana, l'area compresa tra l’area della foresta pluviale e le fasce desertiche tropicali, è caratterizzato da: precipitazioni stagionali, vegetazione di arbusti ed erbe.
    I climi aridi sono caratterizzati da costante scarsità d’acqua e sono presenti nel deserto e nelle aree predesertiche. Si distinguono in arido caldo, con le più alte temperature del pianeta e scarsissima vegetazione, come nel Sahara; arido con inverni freddi e forte escursione annua, come in Mongolia, deserti freddi del Tarim e Gobi.
    I climi temperati sono caratterizzati da né caldo torrido né freddo polare; mesi estivi e mesi invernali. Si distinguono in Mediterraneo: inverni miti, estati calde e asciutte; Subtropicale umido: inverni freddi e umidi, estati calde e afose, come nel settore orientale dei vari continenti; Marittimo: inverni miti, estati fresche, come nella costa occidentale del Nord America, in Europa, nella Nuova Zelanda e nel Cile.
    I climi boreali, a nord dell’equatore, si distinguono in Continentale umido, tipico delle zone
    centrali e orientali di Nordamerica e Eurasia: l’inverno è la stagione dominante (8 mesi l’anno), in estate si raggiungono 19°C; Continentale subartico: a sud della tundra polare, inverni rigidissimi, estati molto brevi, forte escursione termica annua, temperature minime –57°C.
    Il clima artico, dove la temperatura media del mese non supera i 10°C, l’inverno è un periodo di notte continua, minima –91°, si distingue in Artico della Tundra: pochi mesi in cui la temperatura sale sopra lo 0°, come in Islanda e Siberia settentrionale; Gelo Perenne: il termometro non sale mai sopra lo 0. I climi di montagna presentano caratteristiche simili, ma il freddo è dovuto all’altitudine e non alla latitudine.
    Al di là delle classificazioni generali, ogni luogo della Terra presenta delle peculiarità (ad esempio il territorio vicino al lago di garda con piante tropicali, e poco lontano la fredda pianura padana). La Terra ha subito numerose oscillazioni climatiche nella sua storia, ma oggi è soprattutto l’azione dell’uomo che determina il modificarsi dei climi. L’aumento dell’anidride carbonica, il vapore acqueo ed altri gas sono responsabili del cosiddetto effetto serra che comporta l’innalzamento della temperatura terrestre.
    I potenziali cambiamenti climatici potrebbero anche essere cause di uragani, siccità e tempeste, ma le varie conferenze internazionali (Rio de J, Kyoto, Buenos Aires) non hanno trovato d’accordo tutti i paesi nel limitare drasticamente l’inquinamento a causa dei notevoli investimenti economici necessari.
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