Descrizione:La fine dell’Antico Regno è accompagnata dall’accresciuto potere di famiglie di nomarchi: questo nuovo assetto, interpretato come l’affermazione di un periodo di “autonomia”, è segnale di un indebolimento del potere centrale; tale affermazione, tuttavia, esprime delle potenzialità locali che si appropriano di forme menfite, e seppe in seguito dar vita a fenomeni tipici del periodo, come lo sviluppo di necropoli provinciali di carattere monumentale.
Tipologia:Università
Testo completo:La fine dell’Antico Regno è accompagnata dall’accresciuto potere di famiglie di nomarchi: questo nuovo assetto, interpretato come l’affermazione di un periodo di “autonomia”, è segnale di un indebolimento del potere centrale; tale affermazione, tuttavia, esprime delle potenzialità locali che si appropriano di forme menfite, e seppe in seguito dar vita a fenomeni tipici del periodo, come lo sviluppo di necropoli provinciali di carattere monumentale.
Lo sviluppo di queste necropoli alto egiziane è importante per l’affermazione di nuovi complessi cimiteriali, nei quali la tradizione menfita della mastaba viene sostituita con i sepolcri scavati nella roccia.
Un esempio di questa situazione si ha con la necropoli di Qubbet el-Hawa, dove furono sepolti i signori di Elefantina a partire dalla fine dell’età menfita.
Il patrimonio testuale che accompagna le tombe riflette l’antica tradizione regale, con la ripresa del materiale più antico (Testi delle Piramidi) e con l’adozione di nuove tradizioni (Testi dei Sarcofagi).
L’affermazione di queste caste provinciali coincide con un assetto diverso dello Stato egiziano, nel quale la componente locale riesce ad esprimere le proprie individualità.
I titoli portati dai nomarchi del I Periodo Intermedio riflettono tradizioni che affondano le loro radici nelle caratteristiche locali; questi titoli esprimono un ruolo politico, sul quale si sovrappongono competenze militari e sacerdotali.
L’unità territoriale costituita dal distretto o dall’unione di più unità distrettuali è frutto di un processo che in parte si riappropria delle antiche competenze territoriali della comunità ristretta, in parte è frutto di nuovi equilibri politici ed economici. Le testimonianze epigrafiche del I Periodo Intermedio e del Medio Regno abbondano di notizie relative a scontri con distretti vicini, come anche di coalizioni che si stringono all’insegna del lealismo o della ribellione nei confronti del potere regale.
Un aspetto significativo all’interno delle competenze del governatore è costituito da quello religioso: egli riproduce la funzione regale nel suo aspetto ideologico e teologico.
Le competenze del governatore spaziano nei diversi campi della vita pubblica: egli necessita dunque di un apparato funzionale alle esigenze gestionali; la corte del governatore si arricchisce di figure mutuate dall’amministrazione centrale. Le Autobiografie dei capi locali parlano spesso della loro vicenda politica, ribadendo aspetti sociali che sembrano entrare nei topoi di questo genere testuale.
La mutata situazione si riflette anche nel genere degli Insegnamenti: i testi di questo periodo si fanno più politici, con la piena affermazione di importanti funzionari. La novità del periodo è costituita dal filone degli Insegnamenti regali, espressione di un nuovo modo di concepire la regalità (Insegnamento per Merikara e Insegnamento di Amenemhat I).
La situazione si ripropone ogniqualvolta il potere centrale mostra segni di indebolimento: il Paese torna ad un frazionamento che non segna una crisi dal punto di vista culturale, quanto una tensione verso forme autonome di gestione; quanto il singolo distretto si senta parte integrante di un’unità costituita dall’intero Paese è evidenziato dall’aderenza alla cultura e alla lingua nazionale.