Descrizione:I primati più antichi sono piccoli mammiferi arboricoli che comparvero quando i dinosauri dominavano il nostro pianeta. Il corpo umano conserva molti caratteri che si sono evoluti nei nostri progenitori arboricoli: la mobilità della spalla e dell’anca, la presenza di cinque dita nelle mani e nei piedi e occhi frontali per avere visione stereoscopica; noi abbiamo in comune tutte queste caratteristiche di base dei primati, eccetto l’alluce opponibile. I primati sono divisi in gruppi: proscimmie(65m.a.)presentano una linea evolutiva dei mammiferi che ebbe un grande sviluppo dopo l’estinzione dei dinosauri, tutte le proscimmie vivono nelle foreste tropicali. L’altro gruppo sono gli antropoidi che comprende le scimmie, le scimmie antropomorfe e l’uomo, hanno un encefalo più grande e si affidano più alla vista che all’olfatto.
Tipologia:Superiori
Testo completo:I primati più antichi sono piccoli mammiferi arboricoli che comparvero quando i dinosauri dominavano il nostro pianeta. Il corpo umano conserva molti caratteri che si sono evoluti nei nostri progenitori arboricoli: la mobilità della spalla e dell’anca, la presenza di cinque dita nelle mani e nei piedi e occhi frontali per avere visione stereoscopica; noi abbiamo in comune tutte queste caratteristiche di base dei primati, eccetto l’alluce opponibile. I primati sono divisi in gruppi: proscimmie(65m.a.)presentano una linea evolutiva dei mammiferi che ebbe un grande sviluppo dopo l’estinzione dei dinosauri, tutte le proscimmie vivono nelle foreste tropicali. L’altro gruppo sono gli antropoidi che comprende le scimmie, le scimmie antropomorfe e l’uomo, hanno un encefalo più grande e si affidano più alla vista che all’olfatto. Le scimmie si differenziano dalle scimmie antropomorfe e dall’uomo per la presenza della coda e per il fatto che gli arti anteriori sono lunghi quasi come quelli posteriori. Le scimmie del vecchio mondo comprendono specie terricole e altre arboricole, le narici sono strette e vicine tra loro e hanno sulle natiche uno strato di epidermide indurita; le scimmie del nuovo mondo( centro e sud america) sono tutte arboricole; hanno narici larghe e distanziate, non presentano tessuti induriti sulle natiche e molte di esse possiedono una coda prensile.
Le scimmie antropomorfe vivono tutte nelle aree tropicali del sudest asiatico e dell’africa, sono prive di coda e i loro arti anteriori sono più lunghi di quelli posteriori e sono vegetariane.
I gibboni → scimmie antropomorfe più piccole e leggere e agili, arboricole e monogame.
L’Orango → foreste pluviali di Sumatra e Borneo, muove lentamente sugli alberi, ma può passeggiare anche sul terreno.
Il Gorilla → può arrampicarsi sugli alberi, ma passa quasi tutto il suo tempo al suolo. Questo animale sostiene il proprio peso appoggiandosi sul terreno sulle nocche degli arti anteriori, ma è in grado di rizzarsi associazioni di fossilui sugli arti posteriori.
Gli scimpanzé → foreste pluviali africane, ¼ del loro tempo a terra e camminano sulle nocche, comportamenti simili a quelli umani ( specchio, guerra all’interno della propria specie, uso linguaggio dei gesti capibile) solo il 3% del loro DNA differisce dal nostro.
Le scimmie antropomorfe e gli ominidi si sono differenziati a partire da un progenitore comune tra i 4 e i 8 milioni di anni fa. Le relazioni evolutive sono ancora oggi oggetto di discussione, ma è sicuro che due specie Homo e Homo Sapiens sono nostri antenati. I primi ominidi appartenevano a un gruppo eterogeneo quello delle australopitecine(diverse specie di austr. si differenziano per la forma del cranio e della dentatura).
3,7 M.A. alcuni bipedi lasciarono le loro impronte nelle ceneri eruttate da un vulcano vicino in Africa orientale: la postura eretta è una caratteristica umana molto antica.
3 m.a. -> scheletro completo di Australopitecus atarensis: Lucy. -> probabilmente esse mangiavano bacche e semi, uova d’uccelli o qualsiasi animale riuscissero a cacciare, oppure si nutrivano dei resti di animali uccisi da predatori più abili di loro, si procuravano il cibo a livello del suolo , ma sapevano salire sugli alberi per sfuggire ai predatori. Discussione scienziati sulla posizione nella linea evolutiva umana → 1° : stessa linea che ha dato origine a Homo Sapiens; 2°: ramo a parte dell’albero degli ominidi, un ramo che si è estinto. L’aumento di volume del cervello risale a 2,5 m.a., un periodo in cui le australopitecine iniziavano a estinguersi. Questi crani fossili ritrovati hanno dimensioni medie tra quelle della australopitecine e quello di Homo Sapiens, era il cranio dell’Homo Abilis (raccoglitore, saprofago e cacciatore)
I fossili dell’Homo erectus risalgono a un’ età compresa tra 1,8 milioni di anni e 300000 anni. H. Erectus -> cervello più grande e stile di vita più progredito si diffuse nel continente euroasiatico visse nelle caverne, scoprì il fuoco, indossò vestiti fatti con pelli di animali e inventò utensili di pietra molto più elaborati di quelli dell’homo sapiens.
Il più antico fossile di Homo sapiens ha un’età di oltre 300000anni e gli esseri umani di quell’epoca avevano ossa più tozze, cranio notevolmente più spesso e fronte con arcate sopracilliari più pronunciate. 100000 anni fa H. Sapiens arcaico era diffuso in gran parte del vecchio mondo -> gruppo più noto è quello dei Neandertaliani. L’uomo di Neandertal era piccolo e tozzo con un corpo muscoloso, abile fabbricatore di utensili , praticava riti funebri e aveva capacità di astrazione. I fossili dell’Homo Sapiens risalgono a circa 100000 anni fa e sono stati rinvenuti in Africa. Questi uomini moderni vissero insieme alla specie arcaica fino a circa 35000 anni fa, quando l’uomo arcaico scomparve. L'Homo sapiens si è originato da popolazioni arcaiche che vivevano in Africa, in Europa, in Asia e in Australia; con questo nodello evolutivo multiregionale le etnie deriverebbero da variazioni locali comparse nelle popolazione dell’Homo erectus. La somiglianza genetica sarebbe data dagli incroci di popolazioni vicine. L’uomo moderno si è evoluto da un unico ceppo africano; la prova sta nel fatto che il DNA mitocondriale è uguale in tutti gli uomini.
il percorso evolutivo dell’Homo Sapiens ha 3 momenti fondamentali: 1) l’evoluzione della postura eretta 2) l’aumento del volume celebrale 3) l’evoluzione di un periodo prolungato di cura parentali→ base della coltura per sfidare i limiti propri e della biosfera.( Pedomorfosi: consiste nella conservazione nell’adulto delle caratteristiche infantili; una specie di salamandra(axolotl) raggiunge le dimensioni adulte e si riproduce conservando però le branchie esterne, una caratteristica tipica degli stadi giovanili. La pedomorfosi ha avuto un ruolo importante anche nell’evoluzione dell’uomo. I feti degli esseri umani e degli scimpanzé sono molto più simili tra loro di quanto non lo siano gli adulti. In entrambi i feti i crani sono arrotondati e le mandibole sono piccole, dalla nascita in poi i due individui di due specie distinte si differiscono seguendo due linee evolutive differenti. Oltre al grande cranio pedomorfo, una delle nostre caratteristiche peculiari è l’encefalo sviluppato e complesso. Tutti i mammiferi hanno un periodo di dipendenza infantile, ma solo gli esseri umani hanno una vera fanciullezza , un lungo periodo compreso tra infanzia e adolescenza, in cui essi rimangono dipendenti dalle cure parentali. La principale funzione della fanciullezza potrebbe essere quella di avere più tempo per imparare dagli individui più adulti.[Gould “ Topolino incontra Konrad Lorenz” il biologo evoluzionista dice che come topolino deve il suo successo al suo aspetto che inspira tenerezza per il suo aspetto esteriore, così nella fanciullezza il protrarsi delle caratteristiche giovanili, abbinato a un lungo periodo di dipendenza, fa sì che l’adulto sia naturalmente portato ad accudire il fanciullo]--> IL RAGGIUNGIMENTO POSTICIPATO DELLA MATURITà E’ STATO UN PASSO FONDAMENTALE DELL’EVOLUZIONE DELL’UOMO.
IL PRIMO STADIO DELLA CULTURA E’ ASSOCIATO ALLA CONDIZIONE DI SAPROFAGO-RACCOGLITORE-CACCIATORE. 1 stadio cultura → condizione di saprofago- raccoglitore -cacciatore è cominciato in Africa con le australopitecine fino all’uomo moderno. L’uomo per buona parte della sua esistenza ha soddisfatto i propri bisogni alimentari più nutrendosi di animali appena uccisi da altri predatori e raccogliendo semi, piante( solo negli ultimi 50000anni uomo ha imparato a cacciare) 1,5 m.a. alcuni antropologi pensano che i primi ominidi siano stati così esperti nell’appropiarsi delle prede di questi canivori da aver ridotto notevolmente le scorte di cibo. I cacciatori – raccoglitori non solo fabbricavano utensili, ma organizzavano attività in comune, suddividendosi i compiti -> dimore semipermanenti vicino a terreni ricchi di selvaggina -> inizio attività agricola e commerciale.
IL SECONDO STADIO DELLA COLTURA E’ ASSOCIATO ALLO SVILUPPO DELLE TECNICHE AGRICOLE Agricoltura -> 10000/15000 anni fa sudest asiatico prime coltivazioni di riso e miglio, altre regioni agricole sorgono nelle americhe e nel medio oriente. Circa 5000 anni fa agricoltori iniziarono a usare aratri primitivi. coltivazione più intensa -> incremento demografico popolazioni locali -> sfruttamento maggiore del suolo per ottenere più cibo. L’agricoltura ha cambiato per sempre il nostro rapporto con la biosfera -> dominio terra. -> sviluppo tecnologia ( terzo stadio cultura) -> noi non siamo più intelligenti dei nostri antenati abbiamo solo più competenze che ci sono arrivate dai nostri più vicini predecessori per darci una base di partenza molto più alta.