Descrizione:Il commercio occupa una posizione preponderante nell'ambito del settore terziario, sia per il fatto che assorbe una notevole aliquota di popolazione attiva, sia per la varietà e complessità delle forme sotto cui si presenta. Il commercio interno è l'insieme degli scambi entro i confini di uno stesso Stato; invece gli scambi con i paesi stranieri costituiscono il commercio estero. Nel commercio estero conta la differenza tra importazioni ed esportazioni: la bilancia commerciale risulta attiva se i ricavi delle esportazioni superano le spese per le importazioni, passiva in caso contrario.
Tipologia:Università
Testo completo:Il commercio occupa una posizione preponderante nell'ambito del settore terziario, sia per il fatto che assorbe una notevole aliquota di popolazione attiva, sia per la varietà e complessità delle forme sotto cui si presenta. Il commercio interno è l'insieme degli scambi entro i confini di uno stesso Stato; invece gli scambi con i paesi stranieri costituiscono il commercio estero.
Nel commercio estero conta la differenza tra importazioni ed esportazioni: la bilancia commerciale risulta attiva se i ricavi delle esportazioni superano le spese per le importazioni, passiva in caso contrario. Le eccedenze attive possono essere reinvestite per sostenere lo sviluppo economico e migliorare le condizioni generali; se la bilancia rimanesse a lungo passiva, si avrebbe un processo di crisi e di impoverimento. Bisogna tener conto anche delle entrate "invisibili" , come la valuta straniera portata dai turisti, le rimesse degli emigrati, i noli marittimi. La bilancia dei pagamenti, che assomma la bilancia commerciale e i "movimenti invisibili", è l'indice più significativo della situazione economica dello Stato.
Si hanno dei mercati interni e dei mercati internazionali. Per mercato s'intende non soltanto il luogo in cui si svolgono le contrattazioni e gli scambi tra venditori e compratori, ma anche il territorio in cui si producono le merci, il mercato di produzione, e il territorio in cui si utilizzano, il mercato di consumo.
Bisogna distinguere i mercati concreti, dove i venditori conferiscono realmente le merci, e i mercati astratti, dove si contrattano partite di merci non presenti, contraddistinte secondo categorie standardizzate. Mercati concreti sono quelli che si tengono una o due volte alla settimana nei borghi. Sono mercati astratti le "borse merci", da quelle regionali, dove si contrattano prodotti di interesse locale alle grandi borse specializzate, dove si scambiano particolari prodotti da un capo all'altro del mondo. Un tipo intermedio tra concreto e astratto è il mercato su campione: si contrattano partite di merci (assenti) in base alla esibizione di una parte infinitesima, il "campione", che basta a definire gli elementi qualitativi di valutazione.
Una categoria a parte è costituita dalle fiere che si tengono a cadenze meno frequenti. Hanno avuto rilevanza storica famose fiere internazionali di merci, dove convenivano mercanti da paesi lontani e si scambiavano prodotti molto diversi. Alle fiere internazionali di merci varie si sono sostituite col tempo le fiere di merci specializzate. Nel nostro secolo un'ultima evoluzione ha portato al tipo attuale di fiera campionaria, nella quale si mettono in mostra non le merci, ma campioni di merci. Queste fiere sono anche esposizioni, che forniscono documentazione tecnica e commerciale.
Per il rifornimento quotidiano della popolazione funzionano i mercati generali, il commercio all'ingrosso, i negozi di vendita al minuto. Il commercio al dettaglio è fornitore soprattutto di beni di consumo e risulta tanto più intenso quanto più elevato è il livello di vita; nei paesi sottosviluppati e nelle zone arretrate può divenire ipertrofico per la proliferazione di negozi d'ogni sorta e per la diffusione capillare di venditori ambulanti con redditi di sopravvivenza. È il mondo anglosassone quello più organizzato in un commercio d'avanguardia con poche ma vaste catene di supermercati, che coprono quasi interamente il fabbisogno. La concentrazione commerciale di tipo americano implica la riduzione dei margini tra produzione e vendita e la progressiva scomparsa della figura dei bottegai. Ad un esito analogo conduce lo sviluppo delle cooperative, che possono essere dei raggruppamenti settoriali per l'acquisto all'ingrosso di sementi e concimi e per la raccolta e vendita dei prodotti o degli organismi commerciali comprendenti anche la vendita al dettaglio.