Descrizione:Petronio usa parole e modi di dire mai attestati negli altri testi latini conservati, i quali trattano a distanza di questi aspetti della vita, con un distacco che è intellettuale, morale e linguistico: evitano locuzioni gergali d’uso quotidiano, o di particolari ceti e gruppi. Riesce a caratterizzare individualmente i personaggi attraverso i loro diversi modi di parlare, tipici di determinati ambiti sociali.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Petronio usa parole e modi di dire mai attestati negli altri testi latini conservati, i quali trattano a distanza di questi aspetti della vita, con un distacco che è intellettuale, morale e linguistico: evitano locuzioni gergali d’uso quotidiano, o di particolari ceti e gruppi. Riesce a caratterizzare individualmente i personaggi attraverso i loro diversi modi di parlare, tipici di determinati ambiti sociali.
I discorsi di Trimalchione e dei liberti riproducono la lingua latina parlata dalla gente semplice e incolta, molto diversa dalle norme della lingua scritta: è una lingua fatta di volgarismi, grecismi e sgrammaticature; in essa ritroviamo la cultura stessa dei ceti medio-bassi, fatta di aneddoti e pettegolezzi, proverbi e credenze astrologiche, luoghi comuni e buon senso, la loro mentalità, la psicologia, il carattere, le incoerenze, i salti logici e di umore. Ciascuno dei liberti contribuisce a comporre il quadro di un ceto di persone venute dal nulla, il cui fondamentale criterio di giudizio è il denaro accumulato, che significa: possibilità di assicurarsi i piaceri fondamentali del cibo e del sesso, ascesa sociale, possibilità di accostarsi ai modelli di vita dei ceti superiori, nei cui confronti il complesso d’inferiorità è incancellabile. Trimalchione e i suoi amici sono messi in ridicolo per l’esibizione di ricchezza reale e di cultura inesistente, per il cattivo gusto, per il modo grossolano di parlare e di pensare, per la superstizione primitiva. Persino Encolpio e i suoi amici, privi di soldi ma raffinati nei comportamenti, nei rapporti sociali, nella cultura e nell’arte, provano ripugnanza nei confronti del mondo di Trimalchione.
Ma tutto questo realismo si combina con un complesso di aspetti “irrealistici”. Il lettore ha la sensazione che l’autore, più che costruire un’immagine verosimile e tipica del mondo reale, abbia voluto costruire un capovolgimento comico del mondo letterario elevato costruito dalla letteratura ufficiale.
A dare la sensazione di fantasia e letteratura contribuisce la scelta dei nomi: molti nomi sono greci e alludono ai caratteri dei personaggi. Eumolpo che significa “in grembo” e Gitone “il vicino” hanno un’allusione sessuale. Altri nomi sono ripresi dalla letteratura: Agamennone ha un aiutante di nome Menelao, la donna che a Crotone ama Encolpio si chiama Circe, ed Encolpio stesso assume il nome di Polieno, “illustre”, epiteto omerico di Ulisse.
Se le scene della cena, della scuola di retorica e altre danno la rappresentazione di un ambiente in chiave realistica, la trama è altamente improbabile. A Petronio non interessa costruire un intreccio coerente, simile a quello delle vicende note all’esperienza quotidiana e tipiche della vita di un ambiente o di un’epoca; egli sembra connettere episodi, che in sé possono anche essere realistici, ma inseriti in una trama narrativa avventurosa e improbabile.