Descrizione:Le prove del moto di rivoluzione sono: l’apparente spostamento del Sole lungo lo Zodiaco nei diversi mesi dell’anno; la periodicità degli sciami di meteore; l’aberrazione della luce stellare: confrontando le diverse posizioni annuali di una stella abbastanza luminosa, James Bradley si accorse di un suo spostamento. Per essere certo di non incorrere in errori di osservazione, controllò la posizione di alte stelle, e notò che in un anno tutte descrivevano nel cielo una piccola ellisse, il cui asse maggiore era sempre di 40,50”.
Tipologia:Superiori
Testo completo:Le prove del moto di rivoluzione sono:
l’apparente spostamento del Sole lungo lo Zodiaco nei diversi mesi dell’anno
la periodicità degli sciami di meteore
l’aberrazione della luce stellare: confrontando le diverse posizioni annuali di una stella abbastanza luminosa, James Bradley si accorse di un suo spostamento. Per essere certo di non incorrere in errori di osservazione, controllò la posizione di alte stelle, e notò che in un anno tutte descrivevano nel cielo una piccola ellisse, il cui asse maggiore era sempre di 40,50”. Il semiasse maggiore dell’ellisse, detto costante di aberrazione, indica lo spostamento apparente massimo di una stella sulla volta celeste, causato dal fatto che l’osservatore posto sulla Terra si muove lungo l’orbita. Praticamente non vediamo le stelle nella loro posizione vera, ma in una posizione apparente, e l’angolo tra direzione vera e direzione apparente è detto appunto angolo di aberrazione.
Le conseguenze del moto di rivoluzione sono:
la diversa durata del giorno sidereo e del giorno solare. Il giorno solare è l’intervallo di tempo tra due successive culminazioni del Sole sul meridiano locale, e dura circa 24 ore, mentre il giorno sidereo è l’intervallo di tempo tra due culminazioni di una stella sul meridiano locale, e dura 23 ore e 56 minuti.
La diversa durata del dì e della notte nel volgere di un anno. Il dì e la notte hanno la stessa durata solo 2 giorni all’anno, agli equinozi. Nei giorni dei solstizi, si hanno invece, nel nostro emisfero, il dì più lungo dell’anno la notte più lunga dell’anno.
L’alternanza delle stagioni. Le stagioni astronomiche vengono convenzionalmente fatte iniziare dal giorno di un equinozio o di un solstizio. Nel nostro emisfero la stagione più lunga è l’estate. Le stagioni meteorologiche sono invece computate a partire dal primo giorno del mese dell’equinozio o del solstizio.