Descrizione:Le società rurali hanno instaurato dei rapporti durevoli e complessi con lo spazio agricolo da sfruttare, cioè hanno creato delle strutture agrarie che si caratterizzano per le tecniche e i sistemi di coltura, la morfologia agraria, i tipi d'insediamento e le diverse forme di proprietà e di conduzione. Nella ricerca di garantirsi i mezzi di vita, hanno scoperto la diversità d’adattamento delle varie piante domestiche alle condizioni ambientali.
Tipologia:Università
Testo completo:Le società rurali hanno instaurato dei rapporti durevoli e complessi con lo spazio agricolo da sfruttare, cioè hanno creato delle strutture agrarie che si caratterizzano per le tecniche e i sistemi di coltura, la morfologia agraria, i tipi d'insediamento e le diverse forme di proprietà e di conduzione. Nella ricerca di garantirsi i mezzi di vita, hanno scoperto la diversità d’adattamento delle varie piante domestiche alle condizioni ambientali. Hanno adottato un sistema di policoltura, spesso associata all'allevamento; hanno mirato a fondare la sussistenza non su coltivazioni slegate, ma sull'accostamento di piante attraverso una precisa ripartizione dei terreni e dei lavori. Agli inizi, l'agricoltura è basata sulla coltivazione di cereali, di leguminose e piante tessili.
Espressione emblematica della policoltura di sussistenza è l'azienda agricola tradizionale della vecchia Europa. La policoltura sì adatta a ritmi di lavoro complementari, differiti nel tempo per permettere una continuità d’occupazione e una maggiore produttività. La policoltura rappresentava un'assicurazione contro le calamità: se andava perduto un raccolto, un altro prodotto poteva sopperire alla situazione d’emergenza.
In tutta l'Europa la policoltura è sostituita da varie specializzazioni, ma permane l'impronta che essa ha conferito al paesaggio rurale. Tre tipi fondamentali di paesaggi agrari sono riconoscibili alla base dell'organizzazione delle campagne della vecchia Europa. Nei paesi del Mediterraneo, i tratti più appariscenti derivano dalla discontinuità dei campi, alternati ai pascoli, e dall'insediamento in centri compatti; le valorizzazioni più avanzate riguardano i terrazzamenti dei pendii e le colture di seminativi associati alla vite e all'olivo.
Nel bassopiano franco-germanico-polacco l'agricoltura si affermava nel Medioevo con un carattere comunitario. Per accordi collettivi la campagna attorno al villaggio era divisa in tre settori: uno era seminato a frumento in autunno, nell'altro si seminava l'avena a primavera, il terzo era aperto al pascolo. Ogni anno si ruotavano le colture, secondo una rotazione triennale. Vigeva la proibizione di recintare le strisce di terra che ogni famiglia possedeva in ciascuno dei settori; da ciò deriva il paesaggio "a campi aperti", senza siepi, chiamato openfield.
Nelle regioni occidentali d'Europa l'agricoltura tradizionale è individualistica. Essendo ciascuno il padrone assoluto dei propri campi, li ha recintati con siepi per riservare il pascolo ai propri animali o per impedire agli animali di entrare a danneggiare i raccolti. Questo paesaggio "a campi chiusi", che si è soliti chiamare bocage, è espressione della proprietà familiare, cui si accompagna l'insediamento in case isolate sui fondi.
La proprietà privata della terra è originaria dell'Europa e non è omogenea; la proprietà fondiaria riguarda il possesso della terra, la conduzione agraria riguarda il modo di gestirne l'uso.
La piccola proprietà coltivatrice è la forma più diffusa nell'Europa Occidentale: il proprietario assume la gestione della sua terra e la coltiva col proprio lavoro e con quello dei suoi familiari, la coltivazione diretta. Il diritto di successione "romano", che spartisce l'eredità tra i figli, ha portato alla progressiva frammentazione delle proprietà fondiarie a seguito delle ripetute successioni. Quando il fondo è molto piccolo (microfondo), è causa di sprechi e rende non remunerativa la meccanizzazione; talvolta si è proceduto ad un “riaccorporo” dei lotti attraverso la ricomposizione fondiaria.
La grande proprietà può essere condotta in economia direttamente dal proprietario, che si può avvalere di salariati fissi per tutto l'anno e di braccianti: si tratta di una conduzione capitalistica finalizzata a produzioni da reddito attraverso l'applicazione delle tecniche moderne. La grande proprietà può essere appoderata, cioè suddivisa in poderi affidati ciascuno al lavoro di una famiglia di mezzadri.
Vi sono grandissime proprietà legate all'arcaica struttura del latifondo: il proprietario si limita a percepire la rendita di uno sfruttamento estensivo, senza curarsi di reinvestire gli utili per una migliore valorizzazione.